giovedì 8 giugno 2017

L’Homo sapiens è più vecchio di 100 mila anni: in Marocco mangiava gazzelle e uova di struzzo

corriere.it

di Giovanni Caprara

A Jebel Irhoud rivenuti fossili di almeno cinque ominidi vissuti tra i 300 e i 350 mila anni fa. Finora la culla del sapiens era ritenuta l'Etiopia dove furono scoperti fossili risalenti a 195 mila anni fa



L’Homo sapiens è più vecchio di almeno centomila anni rispetto a quanto ritenuto finora. È questa la conclusione di una scoperta annunciata dalla rivista Nature che racconta i risultati di una ricerca internazionale guidata da Jean-Jacques Hublin del Max-Planck Institute tedesco. A Jebel Irhoud, in Marocco, sono stati rivenuti fossili di almeno cinque ominidi vissuti tra i 300 e i 350 mila anni fa con le caratteristiche dell'Homo sapiens. Finora la culla del sapiens era ritenuta l'Etiopia dove negli anni Settanta del secolo scorso venivano scoperti fossili risalenti a 195 mila anni fa. L'area del ritrovamento in Marocco è celebre perché qui altri reperti erano stati identificati. In Marocco l’Homo sapiens si cibava di carni diverse come i resti fossili hanno dimostrato. Tra queste c’erano carni di gazzella e di zebra ma occasionalmente si alimentava anche con uova di struzzo.
«La storia dell’umanità coinvolge l’intero continente africano»
Tra questi alcuni esemplari appartenenti a 40 mila anni fa avevano fatto pensare che appartenessero ad un Neanderthal africano.  «Ora è chiaro che la storia dell’umanità è più articolata e probabilmente coinvolge l’intero continente africano», spiega un ricercatore del team, Rainer Grun direttore dell’Australian Research Centre for Human Evolution dell’Università di Griffith. Cautamente si esprime il professor Giorgio Manzi paleontologo dell'Università La Sapienza di Roma: «Mi sembrerebbe più corretto vedere i nuovi ominidi come rappresentanti di una transizione tra individui arcaici e moderni».