domenica 11 giugno 2017

Ladri di cipolle scatenati e i contadini di Breme organizzano le ronde

lastampa.it
simona marchetti

La rabbia del presidio pavese Slow Food. “Manca poco al raccolto, rischiamo gravi danni”


Luca Righetti (a destra) con alcuni familiari e colleghi nei campi accanto al fiume Po

Preziosa, così preziosa da essere presidiata con ronde notturne nei campi, per proteggerla dai furti: è la cipolla rossa di Breme, coltivata nelle campagne a ridosso del piccolo centro in provincia di Pavia sorto intorno a un’abbazia benedettina costruita nel X secolo vicino alle sponde del Po. 
Proprio la sua posizione geografica ha consentito a questo ortaggio, presidio di Slow Food, di diventare un pezzo pregiato del made in Italy gastronomico: «Crescono soltanto in una sottile lingua di sabbia - spiega Luca Righetti, agricoltore che si è dedicato a questa coltivazione -. Si tratta di un’area golenale, da cui si è ritirato il corso del fiume». 

Centinaia di euro
In zona il prezzo è di due euro al chilo. Bastano cinquanta chili di cipolle per raggiungere la somma di cento euro: un guadagno facile, che attrae i malintenzionati specialmente durante le ore notturne. Per questo i coltivatori, che sono circa una ventina con appezzamenti spesso piccolissimi, si sono organizzati spontaneamente per presidiare i campi.

Il momento più «caldo» è proprio questo, all’inizio di giugno. «In questo periodo il prodotto è ancora nei campi - aggiunge Righetti -. Lo raccogliamo a fine mese, ma fa gola a tanti. Ci sono privati che se ne portano via qualche chilo e ladri più organizzati che arrivano di notte con i sacchi. Un paio d’anni fa me ne hanno rubati circa cinque quintali, sui duecento circa che produco ogni anno. Questo significa un danno da mille euro». 

In tutta l’area se ne coltivano non più di 1.500 quintali: «È un quantitativo che purtroppo diminuisce anno dopo anno a causa dei cambiamenti climatici e delle malattie». Anche le rese sono in calo, perché i metodi di produzione sono quelli originali: la filiera di coltivazione non prevede utilizzo di mezzi meccanici. La sarchiatura viene fatta a mano o con il motocoltivatore, per mantenere il terreno libero dalle infestanti. Il seme viene prodotto in proprio, ricavandolo dalle migliori cipolle raccolte a fine giugno. 

Un lavoro duro, da tutelare anche rubando qualche ora al riposo notturno. «A una certa ora della sera usciamo di casa, saliamo in auto e cominciamo a girare - conclude Righetti -. Ci muoviamo tutti insieme o a piccoli gruppi. Ci fermiamo nelle vicinanze dei terreni, e restiamo lì, per vedere se spuntano dei fari. Qualche volta, lo confesso, ci è capitato anche di addormentarci in mezzo ai campi».