venerdì 16 giugno 2017

Foorban, la storia del ristorante digitale senza posti a sedere

lastampa.it
lorenza castagneri

La startup, nata a Milano poco meno di un anno fa, serve i suoi piatti solo su consegna: ecco come fa per mantenerli buoni



Come definire Foorban? Il ristorante senza posti a sedere. O come preferisce, Stefano Cavaleri, che lo ha inventato, «il ristorante con più coperti al mondo». 

«Dato che i nostri clienti si accomodano per pranzare direttamente al proprio tavolo, a casa o in ufficio - spiega -, i posti a sedere sono, in teoria, infiniti». A rendere possibile tutto ciò è, l’avrete capito, un servizio di delivery, diverso però da Foodora o Deliveroo. Perché qui si consegnano soltanto i piatti preparati da Foorban, ormai seicento in totale, cinque diversi ogni giorno, sani e pure più buoni perché pensati per essere serviti appositamente dopo il tempo di trasporto. 

«La nostra sfida più grande è la pasta. Per friggere utilizziamo la tecnica di spruzzare l’olio sul cibo, in modo che si mantenga croccante, mentre il polipo viene cotto sottovuoto perché resti morbido», racconta Cavaleri. Ma, al di là degli stratagemmi culinari, è la tecnologia che conta.



«Abbiamo messo a punto algoritmi che ci aiutano, per esempio, nella logistica, per individuare il percorso più ideale per i nostri rider in modo che il cibo arrivi a destinazione in perfetto stato, o, ancora, che servono a fare analisi predittive delle preferenze dei clienti per capire quali piatti riproporre o, al contrario, abbandonare, fermo restando il fatto che noi proponiamo soltanto menù con verdura di stagione».

Foorban si è fatto paladino del piatto unico bilanciato. Soltanto a marzo ne sono stati ordinati e serviti oltre quattromila, esclusivamente a pranzo e a Milano città. «Visto il successo, a breve il servizio si estenderà anche alla cena e il prossimo anno apriremo in altre città», rivela Caveleri, affiancato da altri due confondatori, Marco Mottolese e Riccardo Pozzoli. Dove è ancora top secret. Di sicuro a contribuire all’espansione saranno i 650mila euro del micro investimento appena ricevuto da un gruppo di investitori privati che si aggiungono ai 500mila già ricevuti l’anno scorso. Fondi che serviranno, pure, per finanziare il settore ricerca e sviluppo, il pilastro di ogni azienda.