sabato 10 giugno 2017

Fermato con l’accusa di apologia del terrorismo, 24enne kosovaro dovrà tornare libero

lastampa.it
federico gervasoni

Arrestato nel Bresciano e poi rimpatriato. Il Riesame: non può essere arrestato



Gafurr Dibrani deve restare libero. È questa la decisione del Riesame che prevede la scarcerazione del 24 enne kosovaro arrestato lo scorso 3 novembre a Fiesse nel Bresciano. Il giovane era stato fermato con l’accusa di apologia di terrorismo, dopo essere stato scoperto a condividere in rete video inneggianti al Califfato. Dibrani dopo due settimane di carcere a Brescia era stato poi espulso su provvedimento del ministero dell’interno e rimpatriato in Kosovo. 

Decisione tuttavia non condivisa dagli ermellini della Cassazione che avevano fatto ricorso, senza però riuscire a ribaltare il Riesame. Secondo i giudici i video jihadisti del kosovaro sarebbero troppo brevi per rappresentare una significativa adesione all’Isis. Opinione completamente diversa quella rilasciata dagli investigatori che avevano condotto il suo arresto. Dibrani stando alle loro dichiarazioni si voleva unire ai combattenti dello Stato Islamico. In passato aveva infatti instaurato una corrispondenza con Anas El Abboubi, foreign fighter di Vobarno, sempre nel Bresciano, partito per la Siria nel 2014 dopo alcune settimane di carcere e probabilmente morto. 

Messaggi di solidarietà anche a Resim Kastrati, 23 enne di Cremona, espulso nel 2015 dopo aver esultato in rete a seguito della strage di Charlie Hebdo. Nato a Pristina nel 1992, il 24 enne kosovaro, residente in Italia dal 2005, aveva addirittura coinvolto il figlioletto di due anni, immortalandolo vestito da mujahideen. Da tempo gli uomini della Digos avevano inoltre iniziato a monitorare la sua attività, dopo l’avvio di un veloce e preoccupante percorso di radicalizzazione.