giovedì 22 giugno 2017

E’ morto Yuri Drozdov, leggendaria spia sovietica

lastampa.it



È morto Yuri Drozdov, uno dei protagonisti della Guerra fredda delle spie. Drozdov fu a capo per lungo tempo, a partire almeno dal 1979, della branca del Kgb dedita alle azioni «illegali» in territorio straniero: finzione, travestimenti, infiltrazioni, soprattutto in quella parte dell’Asia in cui ancora oggi è in vigore «Il grande gioco» (la definizione è di Artur Conolly, ufficiale dell’esercito britannico che la conio’ per descrivere i movimenti diplomatici e segreti delle grandi potenze in quell’area geografica). 

Drozdov, infatti, prese parte all’invasione sovietica dell’Afghanistan, che durò fino al 1989, lavorando alla caduta dell’allora presidente Hafizullah Amin. Lo 007 russo, la cui vita resta avvolta da un mistero chiuso negli archivi dei servizi segreti di Mosca, si era fatto notare ben prima, all’età di 32 anni, nel 1957, quando giocò un ruolo importante in uno dei più drammatici episodi della Guerra Fredda: lo scambio tra l’agente segreto russo, Rudolf Abel, catturato dall’Fbi, e Gary Powers, pilota americano finito nelle mani di Mosca nel 1962. Ricostruito nel 2015 nel film «Il ponte delle spie» di Steven Spielberg, lo scambio avvenne nel 1962 sul ponte Glienecke, che collegava Berlino ovest a Potsdam, nella parte controllata dai sovietici.

Il governo russo ha dato l’addio a Drozdov salutandolo come un «saggio comandante e un vero ufficiale russo». In uno dei suoi romanzi lo scrittore ed ex spia britannica Frederick Forsyth lo ha definito «la figura più importante tra i padri dello spionaggio russo».