venerdì 16 giugno 2017

“È falso, ma di qualità”. E metà dei giovani sceglie il tarocco

lastampa.it
paolo baroni

Aumenta di intensità la lotta alla contraffazione, cresce la consapevolezza tra i consumatori, ma la qualità dei prodotti tarocchi a sua volta migliora sensibilmente e questo rende più difficile contrastare le attività di commercio illecito. È il paradosso che emerge da una indagine realizzata dalla società Field Service nell’ambito del progetto “Io Sono Originale” promosso dal ministero dello Sviluppo e dalle associazioni consumatori presentata in occasione della Settimana Anticontraffazione. 

Proteggere marchi e brevetti
Tra i giovani risulta molto alta la conoscenza del concetto di proprietà industriale (per le invenzioni, i loghi e il design creativo dati stabili tra l’80% e il 96% mentre è in aumento per i beni di consumo e le nuove soluzioni tecniche degli stessi) e comunque nel complesso più del’88,4% (in aumento rispetto al 2016) dichiara che è giusto tutelare le categorie proteggibili di cui sopra. Non solo, ma oltre il 92% dei giovani dichiara che è giusto considerare reato la contraffazione di prodotti industriali protetti da marchi o brevetti, l’80% la copia di un prodotto di design e il 75% la pirateria audio-visiva (in crescita di oltre 10% punti dal 2016). Di contro però il 50% degli intervistati dichiara di comprare contraffatto con consapevolezza. Questo deriva dal fatto che la qualità della merce contraffatta è migliorata, aumentando lievemente il rapporto qualità/prezzo (+ 3% dal 2016).

Cosa si compra
La merce più acquistata è in linea con le precedenti edizioni della ricerca: al primo posto ci sono gli accessori pelletteria (27,4%) seguiti da abbigliamento (26,8%), cd/dvd (21.9%), occhiali (19%), scarpe e gioielli (13,4% ciascuna), giocattoli (10%) e solo in penultima posizione (6% ) alimentari mentre i cosmetici (5,8%) rappresentano il fanalino di coda. Per quel che riguarda l’ambito alimentare un anello ancora debole, spiegano i ricercatori della Field Service, è rappresentato dalla ancora scarsa conoscenza del fenomeno dell’ Italian Sounding: se la contraffazione può essere legalmente impugnabile e sanzionabile, la stessa cosa non vale per i prodotti che imitano un prodotto, denominazione o un marchio con richiami alla presunta italianità.

Un settore dove l’acquisto di contraffatto è invece minimo (10% dato stabile) è quello dei giocattoli, a dimostrazione del fatto che la sensibilizzazione sul tema sicurezza – sostengono le associazioni dei consumatori raccolte nella Cncu, ha avuto effetto. Oltre il 71% dichiara infatti che i prodotti contraffatti possono diventare pericolosi per se stessi e per la famiglia.

Ma le multe non servono
Più in generale il 61,4% di chi ha comprato contraffatto ha dichiarato di aver diminuito l’acquisto di tali prodotti, mentre solo il 2,9% ha aumentato a fronte di un 35,7% che non ha modificato le sue abitudini di acquisto. Tra le motivazioni di questo comportamento c’è l’aumento considerevole di oltre 5% punti dell’opera di sensibilizzazione della istituzioni, ma la delusione della qualità/durata del prodotto contraffatto è in diminuzione di circa 9% rispetto al 2016. Proprio per questo tra i metodi più suggeriti dai consumatori per disincentivare questo tipo di acquisti risulta essere quello di “evidenziare la differenza di qualità tra marca e contraffatto” e di “incrementare la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti”, mentre la “multa” per chi acquista contraffatto è invece ritenuta meno persuasiva anche perché il consumatore ritiene insufficiente l’azione delle autorità nella piccola distribuzione, nei negozi tradizionali e chiaramente nel commercio on line.

La campagna “Io Sono Originale”
Per aumentare il livello di auto-tutela del consumatore e coinvolgere e stimolare il consumatore ad impegnarsi in modo attivo nella lotta alla contraffazione nell’ultimo anno è proseguita la campagna di comunicazione e di informazione sul territorio nazionale e sul web: tra l’altro sono stati realizzati 40 road show e 30 flash mob nelle principali piazze Italiane e nei luoghi di maggior frequentazione, come le piazze, i mercati e i centri commerciali. E sono proseguite le campagne sui social e nelle scuole per coinvolgere in particolare i giovani. In parallelo sono stati lanciati anche un videogioco ed un concorso a premi.