venerdì 16 giugno 2017

Cara Boldrini…

ilgiornale.it




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Cara Boldrini,
ho l’impressione che le sue ‘uscite’ stiano prendendo una deriva patologica; più martellanti di rintocchi di campane che non smettono di suonare.

Ma davvero crede che qualche giovanotto nerboruto o qualche ragazzina adusa al saluto romano siano in grado di minacciare dalle fondamenta questa già traballante e decrepita democrazia? Davvero vuole continuare a passare le sue giornate effondendo nell’aria un fastidioso e inverosimile buonismo? Veramente ritiene che il progresso tecnologico, lo smembramento del diritto del lavoro, la potenza globale delle multinazionali e mille altre questioni siano secondarie rispetto a minuti aneddoti di periferia che ci raccontano di fasci littori e robe del genere?

Alimenti la sua vena creativa. Respiri aria diversa. Frequenti le persone e i mercati rionali. E vedrà che i refrain degli anni settanta che lei utilizza con una certa ripetitività sono solo utile chincaglieria per uno svenevole politicamente corretto, e nulla più. Non dia l’impressione di una gigantesca penuria di idee. Non ripeta sempre e solo il mantra del razzismo e della xenofobia anche quando inaugura una pista ciclabile. Non rimesti nel torbido passato. Non agiti continuamente fantasmi di cui nessuno di noi sente la necessità e non alimenti le tensioni.

Le sembrerà strano ma avere idee diverse su omosessuali, famiglia, immigrazione, sovranità e quant’altro non è lesa maestà. Trattasi di democrazia. Non c’è dunque nessun regime alle porte o deriva autoritaria se non quella già vigente e progressivamente imposta da una pervadente economia finanziaria che Lei, da comunista qual è, dovrebbe combattere tutti i santi giorni con comunicati stampa, convegni, azioni politiche e  dichiarazioni pubbliche invece che perdersi in un cicalio di basso profilo.

Comoda la sua posizione! Utilizza aggettivi indigesti e antichi, e prospetta futuribili regimi in camicia nera. Torna al passato e predice il futuro, ma non rischia sul presente.
Eppure Lei non detiene la Verità. Può esprimere solo una verità personale.

Non faccia come il suo sodale, ex sindaco di Roma, che aveva invitato i destristi a ‘tornare nelle fogne’ ma a cui i giudici hanno dato torto. E ancor prima dei giudici, gli italiani, con la loro noncuranza e con un assoluto disinteresse. E sa perché, oltre ad una comprensibile ma circoscritta indignazione, si è dato poco spazio a repliche puntute verso il signor Marino Ignazio? Perché nelle fogne si trova l’intero popolo italiano. E c’è poca voglia di soffermarsi sulla chincaglieria dei simboli che a voi piace tanto. Non c’è proprio tempo di sproloquiare su bandiere rosse, frustini e stivali. È roba da sadomasochisti.