giovedì 1 giugno 2017

Apple ha pagato più di 70 miliardi agli sviluppatori

lastampa.it
andrea nepori

La cifra tonda è stata annunciata ufficialmente da Cupertino e si riferisce agli incassi totali dall’apertura dell’App Store, nel 2008



70 miliardi in 9 anni. Un fatturato degno di un’azienda della Fortune 500, distribuito però tra migliaia e migliaia di sviluppatori in 155 paesi del mondo. Professionisti che, in poco meno di due lustri, hanno creato aziende, trovato lavoro e offerto a loro volte occupazione. Sono i numeri dell’App Store, il negozio virtuale di applicazioni per iPhone e iPad lanciato da Apple nel 2008. L’azienda di Cupertino li ha rivelati oggi con un comunicato che anticipa di qualche giorno la presentazione inaugurale della WWDC, la conferenza mondiale per gli sviluppatori che si terrà dal 5 giugno a San José.

Se il mercato degli smartphone tende ormai verso la saturazione, quello dei servizi per i dispositivi mobili è invece ancora in piena crescita. La divisione Servizi Internet di Apple, quella che si occupa dell’App Store, ne è la prova: nel corso degli ultimi trimestri ha registrato fatturati in costante crescita, guadagnandosi un ruolo importante nei conti complessivi dell’azienda.

Tra le applicazioni più redditizie ci sono quelle delle categorie “Giochi” e “Intrattenimento”. Le sezioni a maggior tasso di crescita in termini di numeri di download e fatturato degli sviluppatori (+70% anno su anno), sono “Stili e tendenze” e “Salute e Benessere”. All’affermazione di quest’ultima categoria ha contribuito molto l’Apple Watch e l’interesse generale di Apple per le applicazioni relative alla salute, che sempre più spesso finiscono in evidenza nelle pagine principali dello Store. Molto bene anche la categoria “Foto e video” che fa segnare il 90% di crescita nel corso dell’ultimo anno.

Il punto di forza dell’App Store, spesso criticato dai sostenitori di soluzioni aperte come il Play Store di Google, rimane la curatela manuale delle applicazioni che arrivano sugli “scaffali” del negozio virtuale. Nel corso degli ultimi mesi, oltre a garantire la qualità delle nuove app approvate, Apple ha iniziato a rimuovere il software obsoleto, poco aggiornato e dunque non più compatibile con i dispositivi più recenti.

Il tutto nell’ambito di una velocizzazione e semplificazione del processo di revisione, una delle storiche note dolenti per gli sviluppatori di app, che spesso si trovavano ad aspettare anche più di una settimana prima di vedere approvato il proprio software. Ad oggi le tempistiche sono ben più snelle: il 50% delle app inviate dai developer viene approvato nel giro di 24 ore. Il 90% delle app arrivano in ogni caso sullo Store in 48 ore. Il risultato è un processo di pubblicazione e revisione delle app più efficiente e meno stressante.

Alla WWDC, come ogni anno, Apple celebrerà il lavoro degli sviluppatori offrendo loro una cinque giorni di conferenze, workshop, talk e occasioni di networking. In occasione del keynote inaugurale di lunedì l’azienda svelerà le nuove versioni di iOS e macOS, e forse - dicono le indiscrezioni - nuovi MacBook Pro, un iPad da 10,5 pollici e un dispositivo per la domotica. Ad assistere alla presentazione di Tim Cook e dei suoi Senior Vice President più fidati lunedì ci sarà anche un numero record di sviluppatori italiani, che rimarranno a San José per tutta la durata dell’evento.

Tra di loro anche 21 studenti della Developer Academy di Napoli, la scuola nata da una collaborazione tra Apple e l’Università di Napoli: sono volati in California conquistando una delle 350 borse di studio offerte da Apple gli aspiranti sviluppatori di tutto il mondo.