lunedì 15 maggio 2017

Smantellata la cosca Arena: controllava la gestione del centro per migranti di Isola Capo Rizzuto

lastampa.it
grazia longo

Tra i 68 arrestati il capo della Misericordia e il parroco. Una trentina di milioni su un centinaio (fondi europei girati dallo Stato) sono finiti alla ’ndrangheta


I carabinieri davanti al Centro di accoglienza dei migranti a Isola Capo Rizzuto – ANSA

Le mani della ’ndrangheta sui migranti. Da ben dieci anni, per un giro milionario di affari loschi. Un’operazione dei carabinieri del Ros ha smascherato gli interessi illeciti della cosca degli Arena - al centro di articolati traffici delittuosi nelle provincie di Catanzaro e Crotone - sul centro di accoglienza di Capo Rizzuto. Quello del Cara di Sant’Anna è un filone di un’inchiesta più ampia che, nel corso della notte, ha portato all’arresto di 68 persone. 

Sui 103 milioni di euro che il ministero dell’Interno ha girato dal 2006 al 2015 per gestire il centro dei richiedenti asilo di Crotone, 36 sono poi finiti agli Arena. Per l’operazione sono scesi in campo oltre 500 uomini, tra carabinieri del Ros e del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo di Catanzaro, agenti della Polizia di Stato appartenenti alle Squadre Mobile delle Questure di Catanzaro e Crotone e finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria e della Compagnia di Crotone con il concorso dei rispetti Uffici e Comandi centrali. 

Le accuse
Il provvedimento di fermo per le 68 persone è stato emesso dalla Procura di Catanzaro a carico di altrettante persone accusate di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalità mafiose. Di tutto, di più. I provvedimenti, disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia guidata dal Procuratore Capo Dott. Nicola Gratteri, a seguito di indagini coordinate dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto, hanno smantellato la storica e potentissima cosca di ’ndrangheta facente capo alla famiglia Arena.
Tra gli arresti eccellenti del Ros, guidato dal generale Giuseppe Governale, c’è Leonardo Sacco governatore della «Fraternita di Misericordia».

Si tratta del ras dell’accoglienza molto vicino al ministro Angelino Alfano (estraneo alle indagini) di cui vantava l’amicizia postando anche foto su Facebook. Ma tra le altre foto ce n’è un’altra che, nel 2010, lo ritrae, al battesimo del figlio di uno degli Arena, di cui Sacco era il padrino.Proprio attraverso Leonardo Sacco la cosca Arena si è aggiudicata gli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione presso il centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto e di Lampedusa, affidati a favore di imprese appositamente costituite dagli Arena e da altre famiglie di ’ndrangheta per spartirsi i fondi destinati all’accoglienza dei migranti. Tra gli altri arrestati anche il parroco Don Scordio che incassava oltre centomila euro e li spediva in Svizzera.

Le scommesse on line
Smascherati inoltre anche affari loschi nelle scommesse on line. L’inchiesta ha infatti permesso di provare che la potente famiglia di ‘ndrangheta ha acquisito e mantenuto, avvalendosi del potere di intimidazione, una “posizione dominante”, nel settore della raccolta delle scommesse on line e del noleggio degli apparecchi da intrattenimento, nella città di Crotone e nel suo hinterland, conseguendo enormi profitti attraverso l’alterazione degli equilibri concorrenziali che ha determinato la concentrazione della raccolta del gioco nelle mani del crimine organizzato, precludendo l’accesso ad altri operatori commerciali.

L’indagine delle Fiamme Gialle ha accertato che la società bookmaker Centurion Bet Ltd, attiva nel settore delle scommesse, operativa in Italia con oltre 500 agenzie e ramificata in tutto il mondo, ha messo a disposizione, i propri circuiti di gioco on line , alla società Kroton Games, operante nella provincia di Crotone ed espressione commerciale della cosca Arena, determinando volumi di fatturato, sottratti al fisco, per decine di milioni di euro.

Il procuratore Gratteri
«L’operazione conferma che dove ci sono potere o denaro c’è la ’ndrangheta che sfrutta i bisogni anche dei disperati», è il commento del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. «Da un punto di vista giudiziario - aggiunge - a noi risulta che tale controllo andasse avanti almeno dal 2009. Lucravano anche sui pasti. Se, per esempio, la società doveva fornire 500 pasti, ne portavano 300, e gli altri non mangiavano».