lunedì 1 maggio 2017

Nella città norvegese dove il sole non tramonta (o non sorge) è anche vietato morire

lastampa.it
noemi penna



Chiamarla città delle contraddizioni non è abbastanza. Longyearbyen si trova nell'arcipelago delle isole Svalbard, in Norvegia. Qui, alla latitudine 78°13, per quattro mesi l'anno - dal 19 aprile al 23 agosto - il sole non tramonta mai. Questo fenomeno, detto sole di mezzanotte, vede la nostra stella madre brillare sopra l'orizzonte per 24 ore al giorno. Ma per quando suggestivo sia questo fenomeno, non è l'unica particolarità della città spersa nel deserto polare.

Le temperature estremamente rigide che si raggiungo soprattutto durante la notte polare, quando il sole non supera mai la linea dell'orizzonte a causa dell'inclinazione dell'asse di rotazione della Terra - il record è stato di -46,3 °C nel marzo 1986 -, hanno indotto l’amministrazione locale ad emettere una ordinanza alquanto «particolare».



Longyearbyen è infatti una cittadina in cui «è vietato morire». Fa troppo freddo e le temperature impediscono la decomposizione dei corpi. Da qui il divieto di sepoltura: in caso di malore le autorità locali provvedono subito al trasporto sulla terra ferma. Lo strano provvedimento pare esser motivato da una epidemia avvenuta negli Anni 20 e dal ritrovamento di virus patogeni ancora «attivi» nei tessuti di corpi riesumati a distanza di anni dalla morte.



Nota noir a parte, Longyearbyen è in grado di affascinare per i suoi panorami artici. Il turismo è in crescita: ha un aeroporto internazionale (il Svalbard), il museo etnografico e l'Airship Museum, con reperti e documenti relativi al volo del dirigibile Italia e all'operazione di recupero dei superstiti. Altra chicca è lo Svalbard Global Seed Vault, un deposito sotterraneo globale dei semi: un giardino dell'Eden ibernato, che custodisce l'intero patrimonio genetico botanico globale preservando la biodiversità mondiale.