domenica 7 maggio 2017

Legittima difesa. Senza se, senza ma.

ilgiornale.it



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Sul mio cadavere, devi passare, ladro di merda! E, per farlo, entra molto armato in casa mia. Nella casa dove sono nato. Che è stata costruita per coronare il sogno d’amore di mia Madre e mio Padre. Che non ha ori, ma ricordi. Che non contiene tesori, ma segni. Conferme di un Amore che sta attraversando ben cinque generazioni.

Entra molto armato e con cattiveria, se vuoi rubare quello che non c’è. Perché se sbagli, se ti distrai, se perdi la concentrazione da ladro di merda, trovi me. Ed io sono custode di quasi settant’anni di felicità fra queste mura. Pronto a difenderla, questa gioia. Questo sentimento profondo che ci stiamo trasmettendo di generazione in generazione. Che ci stiamo passando come testimone di una staffetta d’amore, di Padre in figlio. Non so come, ma da qui uno di noi due uscirà coi piedi in avanti. Tu, o io. Meglio tu.

Qui, in questa casa, la porta è aperta per Amici e Famiglia. E anche per Amici di Amici. Da sempre. Dalla posa della prima pietra. Sbarrata, invece, per chiunque pensi di poterci entrare con violenza e da delinquente. E potrei, credimi, anche fottermene dei codici e delle garanzie, pur di mantenere questa santa regola.

Legittima difesa, la chiamano. Io la chiamerei Legge. Senza possibilità di interpretazione soggettiva. Tu entri per violarmi, io ti cancello il progetto dalla mente e dall’anima. E dalle manine.Qui da me non si usa né il perdono, né la pietà. Quelle sono Virtù divine. Ed io, semplicemente uomo, non potrei mai indossare Vesti così candide. Poi, a lavoro finito, eventualmente, potrei pregare per l’anima. Tua. Mia.

Ma solo dopo…
#pensaciladro