mercoledì 31 maggio 2017

Latitante ai Caraibi per 20 anni: pena estinta senza andare in carcere

ilgiornale.it
Rachele Nenzi - Mar, 30/05/2017 - 09:59

Rientrato a Pisa dopo 20 anni di latitanza un condannato per associazione mafiosa. Un raro caso di prescrizione della pena



Pena scontata, ma in vacanza. Potrebbe essere questo il riassunto dell'assurda vicenda del sistema giudiziario italiano. L'ennesima, verrebbe da dire. Il protagonista di questa vicenda è un pisano di 68 anni, che dopo essere stato condannato in due gradi di giudizio per associazione mafiosa a 10 anni di galera, ne ha passati 20 in un paese all'estero da latitante ed ora se ne è tornato, da uomo libero, nella città dalla torre pendente.

Il latitante era ricercato dalla polizia dal lontno 1997 dopo che la corte di assise di Firenze dopo una azione giudiziaria che aveva scoperchiato il vaso di pandora delle infiltrazioni mafiose nella gestione delle case da gioco clandestine in Versilia. Secondo i giudici che hanno condannato l'uomo, il 68enne aveva avuto un ruolo centrale nei traffici del clan. A dimostrarlo c'erano intercettazioni, pedinamenti e un lavoro certosino della polizia giudiziaria di mezza Toscana, che aveva coinvolto le forze dell'ordine di Lucca, Viareggio e Pisa.

Il problema è che quando arrivò la condanna, il condannato non era più in Italia. E nessuno è mai riuscito a trovarlo. Venti anni di latitanza, per poi sbarcare a Fiumicino da un'isola caraibica. Ne ha tutto il diritto, sia chiaro. La pena, infatti, dopo 20 anni è ormai estinta anche se l'uomo non si è fatto neppure un minuto di carcere. Come è possibile? Come ricostruito dalla Nazione, che ha interpellato un esperto, esiste la "prescrizione della pena". In sostanza: se lo Stato non riesce ad eseguire la pena, questa ad un certo punto si estingue (il doppio della pena, quindi il doppio dei 10 anni nel caso specifico).

"Un evento rarissimo – ricostruiscono gli esperti sentiti dalla Nazone –. La prescrizione della pena. Succede quando la sentenza è definitiva, non c’è stata impugnazione e il condannato volontariamente si sottrae all’esecuzione. Non può essere mai inferiore a 10 anni e non è mai superiore a 30 . L’ergastolo, evidentemente, non si estingue".