lunedì 29 maggio 2017

Il terrorista acquistò l'esplosivo con i fondi di una borsa di studio

ilgiornale.it
Erica Orsini - Dom, 28/05/2017 - 09:28

Londra «Andate fuori e divertitevi, ma rimanete vigili». È questo l'invito che la polizia inglese lancia in questo bank holiday di tensione, a cinque giorni dall'attentato di Manchester.

Ieri, quasi a voler ostacolare il ritorno alla normalità, un allarme bomba ha costretto a evacuare lo storico teatro londinese Old Vic e i locali pubblici della zona circostante nell'area di Waterloo Station. Nonostante questo, il livello di allerta ieri è nuovamente sceso a da «critical» a «severe» e sono ormai undici gli arresti effettuati dopo l'attacco all'Arena di Manchester che ha fatto 22 vittime. Le indagini sul campo non si fermano e anche ieri mattina presto la polizia di Manchester ha evacuato precauzionalmente un'intera zona della città e ha arrestato altri due uomini, di 20 e 22 anni. Dall'evolversi degli eventi è ormai abbastanza chiaro che l'attentatore di Manchester faceva parte di una rete di cui era, probabilmente, soltanto una pedina.

Secondo il Daily Telegraph Salman Abedi avrebbe beneficiato di migliaia di sterline del fondo destinato ai prestiti studenteschi universitari proprio nel periodo in cui si trovava in Libia e veniva addestrato alla realizzazione di ordigni esplosivi. Il giornale rivela che il ragazzo ha ricevuto almeno 14mila sterline tra il 2015 e il 2016 per un corso in Business Administration all'ateneo di Salford che aveva già smesso di seguire dopo pochi mesi di frequenza.

Sembra inoltre, ma il Dipartimento di Stato per il Lavoro e le Pensioni si è rifiutato di commentare la notizia, che Abedi ricevesse anche regolari benefit settimanali per un ammontare di 250 sterline. A 22 anni il terrorista non è mai riuscito ad avere un lavoro fisso, ma poteva andare e tornare regolarmente dalla Libia senza problemi e acquistare tutto il materiale che gli serviva per costruire una bomba abbastanza sofisticata nella sua casa in affitto a Manchester. Aveva inoltre denaro a sufficienza per prendere in affitto un secondo e poi un terzo appartamento nelle settimane prima di mettere in atto la strage.

Salman Abedi, come anche Khalid Massod, l'attentatore di Westminster, figuravano tra «i soggetti d'interesse» già segnalati ai servizi che però non venivano più controllati. Secondo il Times, in Gran Bretagna vivono attualmente 23mila estremisti jihadisti, un numero enorme, estremamente difficile da tenere sotto controllo anche per le strutture più preparate.