giovedì 18 maggio 2017

Giudice tiene in cella il migrante: non rispetta l'Italia "che lo mantiene"

ilgiornale.it
Claudio Cartaldo - Mer, 17/05/2017 - 10:44

Un migrante originario del Gambia è accusato di furto, tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale. Rimarrà in carcere fino al processo

Il migrante, ospitato nei centri di accoglienza, deve avere rispetto dell'italia. Altrimenti, se commette un reato, in attesa del processo non se ne esce di prigione per tornare a casa, ma rimane in galera. È quello che a deciso, in sostanza, il giudice Rita Caccamo di Verona.

Il migrante bandito

Partiamo dall'inizio della storia. Qualche giorno fa Masaneh Kanteh, 27enne di origine gambiana, ospitato nel centro di accoglienza di Costagrande, è uscito dai cancelli del centro ubriaco e armato di un cacciavite. È andato in due abitazioni lì vicino e le ha svaligiate. Purtroppo per lui, ad Avesa i poliziotti lo hanno beccato a delinquere e hanno cercato di arrestarlo. Lui si è ribellato, scagliando bottiglie e insulti contro le forze dell'ordine.

Arrestato, è stato portato di fronte al giudice per l'udienza di convalida del fermo. Di solito, e lo sappiamo bene, i criminali che commettono furti simili vengono rimessi in libertà in attesa del processo vero e proprio. Ma non questa volta. Il giudice ha confermato la detenzione in carcere perché "l'imputato, da poco entrato nel territorio dello Stato, si è subito predisposto a gravi condotte predatorie aggredendo le forze dell'ordine del Paese che lo ospita e lo mantiene in un centro di accoglienza".

Insomma: se sei appena arrivato in Italia e i contribuenti ti "mantengono", devi essere ancora più attento nel rispettare le regole dello Stato. Un po quello che nei giorni scorsi aveva detto Debora Serracchiani, poi linciata dalla sinistra: se un migrante commette uno stupro, è ancora più odioso. Perché in Italia è ospite. E gli ospiti rispettano le regole del padrone di casa.