sabato 13 maggio 2017

Dove si trova il bar più piccolo del mondo

lastampa.it
flaminia giurato (nexta)

A Milano un locale da Guinness dei Primati: solo 4 metri quadrati


BackDoor 43, il bar più piccolo del mondo

Di bar particolari, eccentrici, originali ce ne sono per tutti i gusti. Ma quello sui Navigli di Milano, per l’esattezza al civico 43 di Ripa di Porta Ticinese, ha sorpreso e sta sorprendendo davvero tutti. Basti pensare, infatti, che è entrato a buon diritto nelle lista dei Bar più piccoli del mondo. Si chiama BackDoor 43 e si tratta di un mini locale che consiste in una sola vetrina, un piccolo bancone all’interno e uno scaffale con tante bottiglie che vanno dai vari tipi di whisky ai diversi alcolici per preparare i cocktail, serviti rigorosamente in mini bottiglie per ottimizzare lo spazio. Ci sono tre sgabelli per tre persone. Perché la capienza massima è di tre alla volta, che hanno diritto a tutto il locale per due ore. Terminate le quali si esce e si fa spazio agli altri clienti.

IL BAR PIU’ PICCOLO DEL MONDO: COSA ORDINARE
In questo particolare locale si entra solo al proprio orario prestabilito e solo dopo aver bussato ed ottenuto la chiave per aprire. Durante i weekend viene offerto un servizio aggiuntivo di take away: si ordina attraverso una fessura che nasconde il volto del barman, che comunque indossa sempre una maschera di “V per Vendetta”, e si porta via il cocktail. L’atmosfera del BackDoor 43 è molto intima, calda, con le pareti in legno e le bottiglie esposte.

A cui si aggiungono oggetti un po’ fetish e la possibilità di scegliere la colonna sonora di sottofondo, a seconda dell’umore del momento. Una volta seduti sullo sgabello al bancone viene consegnato un piccolo questionario da compilare per capire i gusti sugli alcolici e sulla forma del bicchiere in cui si vuole bere. In base alle risposte vengono preparati cocktail su misura, a 12 euro. Ci sono ganci con appese mug metalliche, un piccolo banco con tutto il necessario, ripiani con balloon e sulla piccola botte tre coppette da cocktail.

Per una questione di ordine, di tempi e di spazi si fa alla giapponese: dopo ogni servizio si lavano immediatamente bicchieri e attrezzature. Quello che si gusta è un prodotto di ottima qualità grazie ai sapienti mix di liquori, aromi e liquidi. I drink vengono preparati miscelando con criterio gli studi sui prodotti home made con le etichette più azzeccate. Tra quelli meglio riusciti il Backdoor N° 1 con Nikka Coffey Malt, caramello salato alla resina, Rabarbaro Zucca, Angostura bitters, noce moscata, o Backdoor N° 4  con Wild Turkey 101, China, Aperol al cioccolato, assenzio e bitter.

A completare il tutto anche il bagno: si tratta di una toilette più grande del bar stesso dotata di lavabo, profumi, pennelli e schiuma da barba, specchi barocco e due bottiglie di whisky.