giovedì 4 maggio 2017

Domani a Superga la commemorazione del Grande Torino

lastampa.it
francesco manassero

Sono passati 68 anni dalla tragedia. Per alcuni granata è la prima volta, ma per altri potrebbe essere l’ultima




Sessantotto anni dopo, sarà sempre silenzio, commozione e lacrime a Superga, teatro dello schianto che alle 17.05 del 1949 spazzò via per sempre il Grande Torino, una delle più forti squadre del mondo di tutti i tempi. 31 vittime, 18 calciatori, 3 dirigenti, 2 allenatori, 3 giornalisti e 4 membri dell’equipaggio alla guida di quel maledetto trimotore Fiat che fermò il tempo sui cieli di Torino, domani saranno ricordati con la consueta commemorazione tra sacro e profano. 

Con la messa nella Basilica affidata a don Robella, il successore dello storico cappellano don Aldo Rabino, e la lettura dei nomi dei caduti da parte del capitano del Torino sulla lapide posta ai piedi del muraglione. L’appuntamento al Colle, al quale parteciperanno come sempre migliaia di tifosi provenienti da ogni parte d’Italia, è alle ore 17 e per molti del Torino sarà la prima volta, a cominciare dall’allenatore Sinisa Mihajlovic. Per qualcun altro potrebbe essere anche l’ultima, come per il bomber Andrea Belotti, il gioiello da 100 milioni da esibire nel prossimo calciomercato. 
I granata saranno guidati come sempre dal patron Urbano Cairo, che non ha mai perso un appuntamento da quando nel 2005 è diventato presidente.