lunedì 29 maggio 2017

«Clandestina» in fabbrica. È giallo sulla figlia del Che

ilcorriere.it
di Giampiero Rossi

Incontro alla ex Alstom Power anche se gli operai smentiscono Il polo produttivo Ministero, Regione e Comune di Sesto studiano incentivi per gli acquirenti

Aleida Guevara, figlia del Che
Aleida Guevara, figlia del Che

Il padre - e che padre - si è mosso tante volte in clandestinità. Si chiamava Ernesto «Che» Guevara. Mezzo secolo dopo l’ultima missione in Bolivia (dove, appunto, era entrato di nascosto), a sua figlia Aleida viene organizzata una visita di solidarietà ai lavoratori della ex Alstom Power di Sesto San Giovanni che rimane avvolta in una fitta coltre di «mistero» e silenzi protettivi.

Aleida Guevara March, 56 anni, primogenita del rivoluzionario argentino ucciso nel 1967, sta girando per l’Italia ospite dei circoli «Amicizia Italia-Cuba». Venerdì sera ha fatto tappa a Sesto, dove è stato diffuso un volantino che annunciava anche la sua visita e il pranzo nello stabilimento di via Edison 50, da otto mesi presidiato notte e giorno da una cinquantina di lavoratori che contestano la smobilitazione del sito che produce generatori industriali decisa dalla General Electric pochi mesi dopo averlo acquistato.

Facile intuire l’entusiasmo degli operai: quando ti aggrappi alla fabbrica come ultima speranza per salvare il tuo posto di lavoro, ogni solidarietà, ogni segnale di vicinanza, ogni motivo di attenzione mediatica è prezioso. Ma «Quel» cognome porta con sé qualcosa in più, e l’idea che quella signora sia la diretta discendente del rivoluzionario argentino diventato icona immortale non lascia per niente indifferenti nemmeno uomini e donne del sindacato.

Tuttavia quando arriva il momento dell’incontro, verso mezzogiorno di ieri, succede qualcosa di strano. Davanti all’ingresso dello stabilimento c’è un piccolo schieramento di occupanti: non per ricevere gli ospiti, bensì per allontanare i giornalisti. Un’anomalia. Tra Natale, Capodanno, Pasqua e Primo maggio diversi rappresentanti delle istituzioni, della cultura, della politica e del sindacato si sono fermati a mangiare insieme agli occupanti e ogni volta - ovviamente - i lavoratori sono stati ben contenti dell’attenzione mediatica. Anzi, già tutto è pronto anche per farsi notare oggi al passaggio dell’ultima tappa del Giro d’Italia, a cento metri dal cancello. Ma per la visita di Aleida Guevara le cose vanno diversamente.

Perché? Sussurri molto accorti spiegano che nel frattempo sarebbe affiorata una non meglio precisata questione di «opportunità» legata al fatto che la signora viaggia con un passaporto diplomatico cubano. Forse nell’era Trump la solidarietà di un cubano con chi contesta una multinazionale statunitense può essere considerata un atto ostile? Sta di fatto che - non senza imbarazzi e qualche falla - la cortina di ferro è scattata. «Non c’è nessuno», «è stata annullata», dicono gli operai trattenendo a fatica i sorrisi. Poi arriva una chiamata e tutti si affrettano a rientrare nel capannone occupato: inizia il pranzo. Spartano ma di qualità: insalata di riso e mozzarella di bufala, un bicchiere di vino.

Poi inizia il corteo delle auto in uscita. Impossibile individuare su quale viaggi la figlia del Che, ma nel frattempo è il sindaco di Sesto San Giovanni, Monica Chittò, a parlare del «segnale importante di questa visita, che riporta l’attenzione sulla battaglia di questi lavoratori e sugli atteggiamenti di certe multinazionali». In effetti qualcosa si è mosso: il tavolo ministeriale ha deciso di avviare un lavoro sul territorio, Comune e Regione studieranno ulteriori incentivi per chi vorrà rilevare lo stabilimento, che l’advisor ha valutato positivamente anche sotto il profilo ambientale.

Ma dov’è Aleida Guevara ? «È a Bologna», assicura Pierfranco Arrigoni di Italia-Cuba. Nemmeno mezz’ora e la signora compare a Cinisello Balsamo per concludere questo suo sabato a «Stalingrado» protetto da un cordone di silenzio degno d’altre epoche. E anche i lavoratori della ex Alstom - che non hanno potuto cogliere l’occasione per dare voce e visibilità alla loro lotta - da ieri possono dire di aver di fatto partecipato a una missione sotto copertura di Guevara.