martedì 23 maggio 2017

Aspra, la storia dell'acciuga in un museo

lastampa.it
flaminia giurato (nexta)

Il piccolo pesce azzurro esplorato dalla leggenda fino ai giorni nostri: è quanto succede al Museo dell'Acciuga



Tra i tanti musei originali, diversi e divertenti che sono disseminati in tutto il territorio italiano quello di Aspra, l’unica frazione di Bagheria, attrae soprattutto chi ama il pesce, e in particolare modo l’acciuga. Già, perché nella borgata marinara che si affaccia sul Golfo di Palermo si può visitare un piccolo museo privato che racconta le tradizioni della pesca e lastoria del piccole pesce. Si tratta del Museo dell’Acciuga dei Fratelli Balistreri. E’ una realtà ancora poco conosciuta dal grande pubblico ma attrae gratuitamente sempre più visitatori. E non sono poche neanche le richiese da parte di scolaresche, studenti universitari che arrivano anche dall’estero, autorità e personaggi noti tra cui il regista Giuseppe Tornatore, il cantante Umberto Tozzi e il critico d’arte Vittorio Sgarbi.

STORIA DEL MUSEO DELL’ACCIUGA DI ASPRA

Nato grazie alla passione dei proprietari, Michelangelo e Girolamo Balistreri, il museo promuove Aspra e il suo prezioso pesce azzurro, raccontandone la storia dalla leggenda fino ai giorni nostri. E’ stato ideato proprio per difendere un’arte antica: quella della pesca e della salagione delle acciughe. Visitando la prima parte si comprende come fosse la vita delle antiche aziende siciliane per la lavorazione del pescato: si ammirano le antiche pietre litografiche e le scatole di latta storiche, gli strumenti per la pesca e per la conservazione del pesce, le foto antiche dei vecchi pescatori, il Garum e l’uso di questo incredibile liquido nella cucina e nella medicina dell’antica Roma.

C’è anche la riproduzione di un piccolo magazzino utilizzato negli anni Cinquanta del secolo scorso per la lavorazione del pescato ed un angolo dedicato al “Mastru r’ascia”, il falegname che riparava le barche. A tutto questo si aggiungono documenti e poesie dedicate al mare e alle acciughe. La seconda parte del museo è dedicata invece all’arte “Sard’Art” l’arte nelle antiche sardare, che erano barche utilizzate sino a gli anni Sessanta per la pesca delle sarde e delle acciughe. Alcuni modelli di barche antiche sono state impreziosite da alcuni artisti che hanno raccontato il mare con i loro colori. Guida d’eccezione durante la visita è Michelangelo Balistreri che tra il racconto di un aneddoto, la recita di una poesia e il canto di una canzone è capace di trasportare il visitatore indietro nel tempo in un viaggio attraverso i decenni, facendo riscoprire ai visitatori le tradizioni ormai dimenticate e prossime all’estinzione.