mercoledì 10 maggio 2017

Arriva in Cina PubCoder, la startup torinese che permette a tutti di diventare editori

lastampa.it
lorenza castagneri

L’azienda ha inventato un programma per creare ebooks e app interattive come Benvenuti Abc



Nel Paese dei creativi per eccellenza, a Torino è nata - già da qualche tempo, a dire la verità - la startup che permette a tutti di diventare editori. Editori moderni. Digitali. Già perché PubCoder, questo il suo nome, ha inventato un programma per creare ebook e app interattive e facilmente accessibili. E a conferma che l’idea funziona adesso è arrivato un aumento di capitale di 200mila euro, che permetterà all’azienda di portare in Cina le sue idee. «Siamo ovviamente molto felici», dice Paolo Giovine, fondatore di PubCoder, che ha le idee chiarissime. «Il denaro ci servirà per consolidare il nostro progetto all’estero, in particolare in ambito educativo, la nostra priorità».

Per dare un’idea, qualche mese fa, PubCoder ha creato e reso disponibile gratis per tutti Benvenuti Abc, un sito e una app con le traduzioni e l’audio in arabo e in inglese di un set di 130 parole italiane «di base», dai nomi degli oggetti più comuni a quelli dei componenti della famiglia. L’obiettivo: facilitare l’apprendimento della nostra lingua ai bambini stranieri che arrivano in Italia, ma, volendo, anche dell’inglese per i piccoli italiani. «Vogliamo diventare la piattaforma di riferimento per tutti i creatori di contenuti: creativi, editori, insegnanti e studenti, per favorire il processo di trasformazione digitale dei supporti alla didattica», riprende Giovine. 



L’aumento di capitale faciliterà le cose. Nel dettaglio, il finanziamento è stato possibile grazie al Marco Polo Program, un progetto che vuole aiutare le startup innovative a fare breccia nel mercato cinese con il supporto degli esperti dell’intermediaria Qwos. A lanciarlo è stata H-Farm, l’hub di innovazione fondato da Riccardo Donadon a Roncade, nel cuore della campagna veneta, che già aveva investito in PubCoder 170mila euro diventandone il principale finanziatore. Dopo l’operazione, la quota detenuta da H-Farm è diventata del 13,87%.

«Siamo molto soddisfatti di questo primo successo e continueremo a lavorare per creare ulteriori ponti tra la Cina e l’Italia», hanno commentato da Qwos. E soddisfazione c’è anche nel quartier generale di H-Farm: «Questa è la dimostrazione che iniziative italiane di qualità e valore possono fare breccia in un contesto internazionale», ha fatto sapere il cofondatore Maurizio Rossi. «Siamo molto motivati, sia per il futuro cinese di PubCoder sia per quello di altre realtà».