venerdì 14 aprile 2017

Volkswagen Tipo 181 “Pescaccia”, Suv cabrio senza sapere di esserlo

lastampa.it
simonluca pini (nexta)

Nato come progetto militare, arrivò nel 1969 nelle concessionarie italiane; aveva solo due ruote motrici e l’aspetto da fuoristrada


Leggendo i dati delle immatricolazioni del primo trimestre 2017 in Europa, si vede chiaramente come i Suv stiano conquistando clienti mese dopo mese, con la Volkswagen Tiguan a ricoprire il ruolo di regina delle vendite. Oltre 45 anni fa, per la precisione nel 1969, il termine Suv non esisteva ancora ma il marchio tedesco aveva già pensato a un mezzo per la vita all’aria aperta battezzato Tipo 181. 

Venuto alla luce circa una decina d’anni prima, il progetto realizzato da Volkswagen fu avviato per rispondere alle richieste della Nato per la realizzazione di un veicolo militare leggero da ricognizione unificato. Nel 1966, a causa delle specifiche richieste dell’Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord, Volkswagen abbandonò il progetto destinato all’uso militare. Fu però poi ripreso nel 1968 in Messico, per offrire un mezzo più resistente rispetto al Maggiolino prodotto dall’anno precedente a Puebla. Il debutto del modello europeo arrivò al Salone di Francoforte del 1969, mentre in Italia fu presentata al Salone di Torino dove fu ribattezzata Pescaccia.


Pescaccia, la “spiaggina” tedesca

Con una carrozzeria Torpedo a cinque posti, con capote in tela o tetto rigido asportabile, la Volkswagen 181 si andava ad inserire nella nicchia di mercato delle cosiddette “spiaggine” confrontandosi con concorrenti come la Citroën Mehari o la Mini Moke. Derivata meccanicamente dalla Volkswagen 1500, la Pescaccia si differenziava per le sospensioni rinforzate con ammortizzatori più lunghi, soluzioni che garantiva un’altezza da terra minima di 20 centimetri. Il motore, posizionato posteriormente, erogava 44 cavalli sull’asse posteriore ed era abbinato ad una trasmissione a quattro rapporti. 

Bene in fuoristrada nonostante le due ruote motrici
Nonostante la trazione a due ruote motrici la scoperta tedesca si trovava a suo agio anche in fuoristrada, escludendo ovviamente i passaggi più impegnativi destinati alle 4x4, anticipando così di quasi 50 anni i Suv a due ruote motrici. Discorso completamente diverso per quanto riguardava la guida su asfalto, dove la velocità massima di 110 km/h e l’abbondante rumorosità di marcia ne limitavano l’utilizzo sui lunghi tragitti. A bordo lo spazio era ottimo per quattro persone, mentre per il quinto passeggero mancava un appoggio regolare per la schiena a causa dello schienale posteriore diviso in due. 


Costava come un’Alfa Romeo 1300 Super
 
Oltre alla filosofia costruttiva e alla polivalenza d’uso, la Pescaccia condivide con i Suv anche il prezzo di listino “importante”. Nel 1970 era commercializzata al prezzo di 1.550.000 lire, a cui si potevano aggiungere accessori come il differenziale autobloccante. Per fare un paragone con le vetture dell’epoca, una Opel Kadett (paragonabile all’attuale Opel Astra) tre porte in versione base partiva da 850.000 lire. Con una cifra poco superiore al prezzo di acquisto della Volkswagen Pescaccia, ovvero 1.595.000 lire, si entrava in possesso dell’Alfa Romeo 1300 Super, berlina lunga 4.16 metri e spinta dal motore 1.3 litri da 103 cavalli. 

Comprare oggi una Pescaccia
Se vi è venuta voglia di acquistare un’auto d’epoca in grado di portarvi in spiaggia o da usare in montagna (preferibilmente d’estate), la Volkswagen Pescaccia potrebbe essere il modello che state cercando. Quanto vale il Suv d’antan prodotto dal marchio di Wolfsburg? Cercando tra gli annunci online di vetture in Italia, si parte da circa 5.000 euro per esemplari da restaurare, fino a superare i 16.000 euro per una Pescaccia in ottime condizioni.