mercoledì 26 aprile 2017

Traslochi, spaccio e sesso nelle auto del car sharing

corriere.it

di Leonard Berberi - lberberi@corriere.it

Il libro nero delle compagnie: «A bordo capita di tutto». Da Milano a Roma ecco l’elenco delle «malefatte» degli utenti

Illustrazione di Alberto Ruggieri per il Corriere della Sera
Illustrazione di Alberto Ruggieri per il Corriere della Sera

Che ci facevano i tacchi delle scarpe, da donna, conficcati nel soffitto dell’auto nessuno l’ha ancora capito. Ma intanto il tetto è stato riparato. Le calzature, mai reclamate, sono state buttate. E l’episodio è finito nell’elenco degli usi che alcuni clienti fanno del car sharing. Se i parcheggi in doppia o tripla fila — raccontano dalle aziende — sono cosa nota, non mancano le soste simboliche o di protesta: com’è successo a Milano quando una macchinina è stata abbandonata in mezzo a Piazza Duomo. Oppure quando chi correva al parco Sempione poteva «ammirare» il veicolo posteggiato nel polmone verde.
Tra traslocatori e sbadati
Le compagnie hanno un dossier sui comportamenti più incredibili dei clienti. Centinaia di casi che spesso hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e dei tecnici delle società che devono poi documentare con foto. C’è, per esempio, chi s’improvvisa traslocatore: e oltre a trasportare gli oggetti di casa (mobili compresi), usa il veicolo per portarci un motorino. Che sta, date le dimensioni, mezzo dentro e mezzo fuori. Molti sono gli sbadati. Come quelli che parcheggiano l’auto condivisa all’interno di un palazzo. Così diventa impossibile per gli altri prenderla, anche se tecnicamente risulta disponibile. Oppure quelli che dimenticano i propri effetti personali. Telefonini e portafogli sono un classico. Ma non sono mancati il narghilè alto oltre un metro, una stecca da biliardo personalizzata professionale e una torta.
I falsi profili
Più d’uno crea falsi profili. Per usufruire degli sconti e delle agevolazioni per certe categorie (le donne, gli anziani, i nuovi clienti). Perché non ha la patente. O per attività illecite. Come la prostituzione. E lo spaccio. Pochi giorni fa a Milano un italiano di 38 anni è stato scoperto mentre utilizzava il car sharing senza pagare sfruttando il regolamento. Aveva creato nove profili diversi, in dieci giorni, inserendo lo stesso numero di telefono, quello della compagna. Share’ngo — mette a disposizione veicoli elettrici — se n’è accorta e l’ha denunciato. L’uomo è stato arrestato: era ricercato perché destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Poi ci sono gli incidenti. Qualche settimana fa in sette, «dell’Est Europa», sono andati a sbattere contro un muro nel capoluogo lombardo. L’auto, omologata per due (altro che overbooking), «s’è tutta accartocciata». I passeggeri ne sono usciti solo con qualche graffio.
Il fine settimana
Una sera qualcuno ha trasformato il veicolo in ristorante ambulante. Il risultato? Patatine fritte sparse ovunque, ketchup in ogni angolino. «Sembrava fosse esplosa una bomba di carne, cipolla e salsa», ricordano. «Il fine settimana è il momento clou per trovare residui di vomito». In più di un caso i veicoli sono stati portati per un lavaggio completo perché qualcuno aveva deciso di usarli come un water. Sono sempre più gli utenti che sfruttano l’abitacolo per i rapporti sessuali. E se i preservativi vengono lasciati lì, c’è chi si dimentica la biancheria intima. A Roma hanno ricevuto una telefonata curiosa: una persona era rimasta bloccata dentro. Nemmeno il tempo di spegnere il veicolo che un tizio aveva parcheggiato il Suv in doppia fila dileguandosi subito dopo. Dal lato del passeggero il marciapiede era ostruito da un palo della segnaletica stradale. «Era imbarazzato, abbiamo dovuto farlo uscire dal retro con una procedura riservata».