domenica 23 aprile 2017

Seborga, le altre elezioni di oggi (che non spaventano l’Europa)

corriere.it
di Stefano Galimberti e Antonio Di Francesco

Nel comune ligure, autoproclamatosi indipendente nel 1962, gli abitanti sono chiamati oggi alle urne per confermare Marcello I o eleggere il suo sfidante



SEBORGA — È il suono della musica folk a scaldare la fredda serata della «grande vigilia» di Seborga. In questo piccolo comune ligure in provincia di Imperia, autoproclamatosi principato indipendente nel 1962, i seborghini — così si chiamano i sudditi di Marcello I — sono chiamati alle urne per le «altre elezioni» di oggi. Mentre l’attenzione di tutto il mondo si concentra sul ben più importante voto francese, in quello che una volta era un monastero cistercense a pochi passi dal confine transalpino i cittadini devono scegliere se confermare come loro principe Marcello Menegatto o affidarsi per i prossimi sette anni a Mark Dezzani.

Qui il trono è una questione di voti, non di sangue. Ma questa non è l’unica particolarità di Seborga. Mark Dezzani, ex giornalista nato in Inghilterra, ha usato fino all’ultimo minuto disponibile per la sua campagna elettorale. È lui l’organizzatore del concerto folk in Piazza Martiri Patrioti, dove il ristorante «Renaissance» è anche sede del Ministero degli Esteri e il palazzo del ristorante «Marcellino’s» ospita la residenza del principe, Marcello I.
La storia
In un comune di 362 abitanti e poco più di duecento elettori non è difficile entrare in contatto con i candidati. Entrambi concordano su un punto: «Vogliamo mandare avanti il processo di indipendenza». Un percorso iniziato con il fondatore del principato Giorgio Carbone, quel Giorgio I che compare ovunque a Seborga, ora in dipinto, ora in foto. Giornalista e scrittore, Giorgio I ha passato la vita a cercare i documenti che confermassero l’indipendenza della sua terra. E li ha trovati: «Per lui hanno riaperto anche gli archivi vaticani», raccontano tutti in paese.

Nel 1729, Vittorio Amedeo II di Savoia diventa sovrano di queste terre, ma l’atto non viene mai trascritto perché le proprietà del vecchio monastero dovevano rimanere nelle mani di un’autorità religiosa. Così, già nel 1748, alla firma della pace di Aquisgrana, ci si dimentica di includere Seborga nella Repubblica di Genova. Una svista che prosegue fino alla proclamazione del Regno d’Italia, nel 1861. La distrazione di un notaio di corte ha creato una favola che dura ancora oggi: Seborga ha anche una nazionale di calcio, che gioca solo partite di beneficienza contro i «cugini» di Montecarlo.
I documenti trafugati
Nina e Marcello Menegatto
Nina e Marcello Menegatto

A raccontarci questa storia è Laura di Bisceglie, che gestisce il principale negozio di souvenir del paese, «Dal Cavaliere». Mostra a chiunque varchi la porta della sua bottega i libri scritti da Giorgio I, con i documenti sulla storia del principato. Ma quando le chiediamo dove siano custoditi gli originali, Laura si accende: «Ce li hanno portati via poco dopo la morte di Giorgio I, ora sono a Roma». A trafugarli, secondo Laura, è stato il conte Alberto Romano, che poco prima si era fatto insignire del titolo nobiliare dal principe. «Gli altri originali sono sparsi nell’archivio nazionale di Torino e nelle biblioteche di tutta Europa».

«Dal Cavaliere» si trova di tutto: dalle statue in miniatura alle armature, fino alle monete, che qui chiamano Luigini. «Si chiamano così perché, quando nel 1676 è stata aperta la zecca di Seborga, il loro valore era un terzo del Luigi d’oro di Francia: quindi era un piccolo Luigi», spiega Laura. Ma sono i passaporti turistici il vero business di Seborga. «Vengono rinnovanti ogni 20 di agosto, quando mio marito organizza una cerimonia per confermarne la validità. È un modo per mantenere vivo il turismo e per finanziarci», afferma la principessa Nina Menegatto, che ci accoglie nella casa del principe Marcello.
I candidati a confronto
Mark Dezzani
Mark Dezzani

Seduto sul trono, il principe Marcello conferma il suo buon rapporto con il sindaco di Seborga, Enrico Ilariuzzi. «Entrambi andiamo nella stessa direzione: promuovere il nome della città». Accompagnandoci tra portici e corsi strettissimi, ci mostra i dipinti dei Cavalieri Bianchi di Seborga sui muri degli edifici: «Voglio completare la promessa fatta sette anni fa di costruire un Grand Hotel con settanta stanze e un campo golf, e di stringere rapporti con Stati esteri, con l’aiuto dei nostri 25 rappresentanti in tutto il mondo». Una linea che non potrebbe essere più lontana da quella del suo sfidante Mark Dezzani, che si definisce un «socialista libertario» e vuole diventare «il principe del popolo».

«Io sono il candidato povero che vuole far tornare Seborga un principato pubblico», ribatte. «Marcello è il candidato ricco che ha fatto di Seborga un affare privato. Non dovrebbe esserci un palazzo del principe, ma un museo di tutti i seborghini aperto ai turisti». Nel suo programma Dezzani ha incluso anche la proposta di coltivare piantagioni di marijuana a uso terapeutico. La sfida, dunque, è tra il principe modello e l’aspirante sovrano anarchico: l’ultima delle contraddizioni nate nell’Antico Principato di Seborga.

23 aprile 2017 (modifica il 23 aprile 2017 | 11:49)