mercoledì 12 aprile 2017

Qualcomm fa causa ad Apple: avrebbe scelto di depotenziare volontariamente gli iPhone

lastampa.it
andrea nepori

A gennaio Cupertino aveva chiesto un miliardo di danni al produttore di componenti, che ora risponde con un’altra azione legale: “Le prestazioni dei nostri componenti sono state limitate intenzionalmente, è concorrenza sleale”



A gennaio Apple ha fatto causa a Qualcomm, uno dei maggiori produttori di chipset per smartphone, chiedendo un miliardo di dollari di danni. Secondo Cupertino l’azienda di San Diego avrebbe chiesto cifre eccessive per licenziare l’uso dei propri componenti. Tim Cook, il CEO di Apple, aveva giustificato la scelta di fare causa spiegando che Qualcomm si ostinava a «chiedere il pagamento di royalties su tecnologie che non hanno nulla a che fare» con i componenti usati sugli iPhone.

Qualcomm, come già prevedevano fonti di settore, ha lanciato la propria controffensiva, rispondendo alla denuncia di Apple con una nuova causa. Le accuse sono molteplici. Secondo il produttore di componentistica Cupertino avrebbe descritto in maniera ingannevole gli accordi vigenti tra le due aziende; sistematicamente interferito nei rapporti diretti tra Qualcomm e i fornitori asiatici che producono gli iPad e gli iPhone; fatto pressioni su governi e agenzie per la concorrenza per favorire l’avvio di indagini sulle condotte commerciali dell’azienda di San Diego.

L’accusa più grave, però, è ancora un’altra. Secondo Qualcomm Apple avrebbe «scelto di non utilizzare certe funzionalità ad alte performance dei chipset montati su iPhone 7», sostenendo poi che non vi fossero tangibili differenze di prestazioni tra quelle versioni dello smartphone e quelle che invece montano un componente realizzato da Intel. E non è tutto, Apple avrebbe inoltre obbligato Qualcomm a mantenere il riserbo sulla «reale differenza di prestazioni tra gli iPhone con il chipset Qualcomm e quelli con un chipset di Intel».

Il fatto che Apple avesse deciso di limitare le funzionalità degli iPhone 7 «versione Qualcomm» era cosa nota ed era già stata evidenziata dalle prime recensioni tecniche di iPhone 7 Plus, ad ottobre 2016. Una scelta discutibile, ma verosimilmente motivata da questioni di uniformità di prestazioni tra tutti gli iPhone in commercio. Secondo Qualcomm tale decisione e il fatto che sia stato intimato il silenzio sulle reali prestazioni dei dispositivi violano la legge californiana sulla concorrenza sleale. 
A meno di un accordo extra-giudiziale, sarà il tribunale federale di San Diego, nei prossimi mesi, a decidere chi abbia ragione.