sabato 1 aprile 2017

Per proteggere la vostra privacy online basta tenere aperto questo sito

lastampa.it
 andrea signorelli

Internet Noise naviga per conto vostro in maniera casuale, nascondendo tra mille ricerche quelle effettuate realmente e camuffando così le vostre azioni in rete

In pochi minuti, ho visitato un blog di imbianchini, ho giocato a un videogame in flash con protagonista Hello Kitty, ho cercato una presa elettrica su uno sconosciuto sito di ecommerce, dato un’occhiata a un resort di lusso in Thailandia, letto una notizia sul Sudan e infine controllato la classifica di Serie A. In verità, solo una di queste azioni è stata veramente compiuta da me, perché tutte le altre sono frutto della navigazione incessante e casuale di Internet Noise , un sito web ospitato su GitHub che sfrutta il vostro browser per visitare una miriade di pagine internet e compiere ricerche su Google senza mai fermarsi.

Per iniziare questa navigazione a casaccio, basta cliccare il pulsante “Make some noise” (“Fate un po’ di rumore”) e tenere aperte le varie schede del browser che inizieranno a setacciare il web senza alcuna logica. Per tornare alla normalità, bisogna invece cliccare “Stop the noise”. Ma perché dovremmo essere interessati a un sito di questo tipo? La risposta va cercata nella decisione del parlamento USA di smantellare le leggi sulla privacy online varate dall’amministrazione Obama e permettere agli internet service provider di vendere alle agenzie pubblicitarie la cronologia delle ricerche sul web degli utenti (ma la EFF , Electronic Frontier Fondation, ha evidenziato anche il rischio che queste nuove norme aprano le porte alla sorveglianza di massa).

È per protestare contro la decisione del parlamento statunitense che il programmatore Dan Schultz ha creato Internet Noise, uno strumento che ha quindi lo scopo di aumentare a dismisura le dimensioni della cronologia del vostro browser, rendendo molto più difficile dare un senso logico alle ricerche da voi effettuate e costruire un profilo-utente utile a scopi commerciali (o di sorveglianza). 

Attenzione, però: come spiegato dallo stesso Schultz “questo strumento farà un bel po’ di rumore, ma è solo una forma di protesta che non vi mette realmente al riparo dal tracciamento”. In effetti, sfruttare un VPN è un metodo molto più efficace per nascondere l’attività online; mentre Internet Noise rientra a pieno titolo nelle tecniche di “offuscamento” rese celebri da due professori del MIT nell’omonimo libro, pubblicato anche in italiano , in cui si spiega in che modo condurre una guerriglia contro la profilazione online costruendo “informazioni ambigue, confuse, fuorvianti, al fine di interferire con la raccolta dei dati”.

Uno di questi strumenti è AdNauseam , un’estensione che clicca tutte le pubblicità che incrociate lungo la vostra navigazione in modo da impedire di capire quali davvero vi interessino. Allo stesso modo, CacheCloak moltiplica i punti d’accesso dei vostri dispositivi mobile per rendere impossibile scoprire, attraverso la geolocalizzazione, in che punto esatto vi troviate, mentre TrackMeNot conduce periodicamente svariate ricerche casuali su numerosi motori di ricerca (una funzione molto simile a Internet Noise). Lo scopo di tutti questi strumenti, e della teoria dell’offuscamento in generale, è uno solo: piuttosto che provare a nascondersi, in alcuni casi è più efficace gettare sabbia negli occhi di chi vuole osservare ogni vostra mossa.