sabato 22 aprile 2017

Mostre, “Genova-Buenos Aires”: la famiglia Bergoglio migrante

lastampa.it

L’Esposizione, curata da Massimo Minella, è allestita nella sede dell’Organizzazione internazionale italo-latinoamericana a Roma


Mostre, “Genova-Buenos Aires”: la famiglia Bergoglio migrante

Una mostra per ripercorrere la storia delle migrazioni italiane in Argentina, tra le quali anche quella della famiglia Bergoglio, dalla quale nacque papa Francesco, per sottolineare che la migrazione è un’opportunità e una ricchezza. Questo il senso di «Genova-Buenos Aires, sola andata. Il Viaggio della famiglia Bergoglio in Argentina e altre storie di emigrazione», inaugurata questa mattina, 21 aprile, a Roma, presso la sede dell’Organizzazione internazionale italo-latino americana Iila, che celebra i suoi cinquant’anni. La mostra, curata da Massimo Minella, è stata presentata dall’Organizzazione insieme all’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia e ha visto la collaborazione della Fondazione Casa America di Genova.

«La Mostra di oggi ha un valore importante per tutti noi, in particolare per gli argentini. Siamo in un momento speciale in cui dobbiamo ridare valore alla nostra storia,una storia che deve molto alla migrazione, e mi sembra che Papa Bergoglio riassuma tutto questo», ha dichiarato il ministro degli Affari esteri argentino Susana Malcorra, intervenuta all’inaugurazione. «Dobbiamo guardare con ottimismo e speranza la realtà che oggi ci sembra nera, ma non lo è necessariamente, e abbiamo dimostrato tutti insieme che possiamo migliorarci come abbiamo fatto in passato. Questa Mostra è un esempio dei ponti tra l’Europa e i paesi latinoamericani: ponti lunghi perché le distanze sono ampie, ma che si sono avvicinati, e ora dobbiamo essere uniti».

La Mostra, visitabile fino al 19 maggio, è suddivisa in 4 «isole», con documenti sugli italiani migranti, la storia dei flussi italiani verso l’Argentina, un approfondimento sulla realtà di accoglienza dell’Hotel de Inmigrantes di Buenos Aires e infine la storia della famiglia Bergoglio, che da Asti raggiunse il porto di Genova nel febbraio del 1929 e partì alla volta dell’Argentina in cerca di una nuova occasione di vita e di lavoro.

L’inaugurazione ha visto la presenza di numerosi ambasciatori della rete dell’Iila e rappresentanti del Ministero degli Esteri. «Il tema delle migrazioni è diventato importantissimo, soprattutto di fronte alla situazione italiana», sottolinea il segretario generale dell’Iila Donato Di Santo. «Possiamo dire che papa Francesco è il prototipo dell’italo-latino-americano».

In un momento come quello di oggi «in cui la migrazione è vissuta come un problema, questa mostra è utile a cambiare prospettiva e guardare il fenomeno con speranza, come un’opportunità», ha dichiarato a margine della presentazione l’ambasciatore argentino in Italia Arnaldo Toma’s Ferrari. Teresa Castaldo, ambasciatrice d’Italia a Buenos Aires, ha rimarcato a margine che la mostra «segna un momento in più di riflessione e celebrazione delle relazioni tra i nostri due Paesi. Accanto a una storia importante, le pagine più belle di questa collaborazione dobbiamo ancora scriverle». Papa Francesco «è un esempio di quello che è stato il valore degli italiani emigrati in Argentina e accolti con disponibilità».

Questo lavoro «ci serve da esempio in momenti come quelli che stiamo vivendo in Europa, dove ancorarsi ai valori di accoglienza ci aiuta a risolvere i problemi»