sabato 29 aprile 2017

Militanti M5S denunciano: c’è un traffico di dati sensibili, identità digitali e password private

lastampa.it
jacopo iacoboni

Online nuove rivelazioni di Supernova, il progetto di due ex collaboratori di Gianroberto Casaleggio. Anche dei parlamentari sarebbero stati a conoscenza della vicenda catanese



Militanti del Movimento che denunciano: per farci iscrivere a un meet up ci hanno chiesto tutti i dati sensibili, il codice fiscale, e persino la password delle nostre mail private. Parlamentari del Movimento che vengono a sapere della cosa da parte di alcuni di quei militanti, e ne discutono animatamente in una chat (anziché denunciarlo, alcuni si preoccupano che la cosa non esca fuori). Infine un pc, con tutti i dati sensibili e le password, che sarebbe sparito e non si sa che fine abbia fatto.

Le rivelazioni di questi presunti traffici sono contenute nella nuova anticipazione di Supernova, il libro di due ex stretti collaboratori di Gianroberto Casaleggio, Nicola Biondo e Marco Canestrari, in uscita dopo l’estate. Il capitolo appena uscito s’intitola: “Traffico di dati sensibili, identità digitali e password private”. (sottotitolo: “A Catania spunta pure un mercato delle tessere”). L’affaire deflagra nelle chat grilline, scrivono gli autori, il 24 aprile. «Se non escono i nomi di chi ha fatto girare questi moduli finisce a schifiu», attacca Giulia Grillo, all’epoca capogruppo uscente M5S a Montecitorio, che vuole vedere chiaro in questa storia.

«Al centro della discussione c’è un modulo prestampato», scrivono Biondo e Canestrari (e lo pubblicano). «È un modulo di iscrizione al Movimento cinque stelle e prevede una sfilza di dati sensibili: codice fiscale, estremi del documento di identità, recapiti telefonici e mail. Viene richiesta, verbalmente ma imperativamente, anche la password della mail privata (dice un parlamentare nella chat che abbiamo potuto leggere)».

Si tratta naturalmente di qualcosa di totalmente opposto ai principi di trasparenza e onestà del Movimento. «Chi conosce il Movimento sa che l’unico modo di iscriversi è passare dal portale Rousseau, e che nessun meet up può raccogliere iscrizioni e dati di questo tipo - scrive Supernova -. Due parlamentari catanesi, Giulia Grillo e Nunzia Catalfo, sono state allertate da alcuni attivisti. Postano in chat il documento. Vogliono sapere chi lo ha utilizzato».

Oltre a non ottenere risposte soddisfacenti, scoprono di più. Un attivista segnala che, circostanza inquietante, proprio in quelle ore è sparito un pc da uno dei meet up catanesi. «Raccogliere dati sensibili senza averne titolo - ricordano Biondo e Canestrari - è un reato. Ma c’è di più. A dirlo è la stessa Catalfo: “Sembrerebbe che insieme al modulo è stata chiesta la password dell’indirizzo personale di posta. Se fosse vera questa cosa sarebbe gravissima. A nome del Movimento...”». In chat enumerano i testimoni di questa storia, chi dice siano quattro, chi ancora di più.

Si tratta - nella stagione delle tante ombre nelle pratiche cyber nel mondo pro M5S - di una vicenda allarmante. Biondo e Canestrari spiegano: «Dati sensibili raccolti senza autorizzazione, identità digitali che passano di mano, iscrizioni irregolari, password private. Chi detiene questo “pacchetto di dati” può, se vuole, aprire account a nome dei neo-iscritti». In altre parole, se si possiedono persino le password delle mail personali, si possono aprire account social collegati a persone reali, magari a loro insaputa. Cittadini, anche inconsapevoli, potrebbero anche finire con l’esser prestanomi involontari per “cyber operations”. Un caso limite, di cui - va specificato - in queste chat non si fa cenno.

Le parlamentari M5S capiscono che la storia è pesante, la richiesta di dati sensibili e di password fatta non si sa bene da chi. Può fermarsi in Sicilia, o salire lo stivale. Uno degli attivisti catanesi più in vista, si legge in Supernova, spiega che esiste persino «un tariffario», «un mercato delle tessere parallelo per ottenere una candidatura». Il militante osserva: «Adescano la gente ai banchetti o in sede. E poi gli presentano questo modulo per iscriversi al Movimento. E per candidarsi devono portarne 20 per il consiglio comunale e 50 per il sindaco».

Biondo e Canestrari raccontano anche di un confronto severo tra due parlamentari catanesi, su questa vicenda. Nunzia Catalfo scrive a Giarrusso: «Mario dobbiamo verificare chi lo ha prodotto [il modulo ndr.] non il testimone che lo denuncia, perché quello semmai lo verificherà la magistratura». E lui: «Testimone di che, se ci nascondi qualche cosa Nunzia non credo sia corretto». «Testimone di un illecito» (gli ribatte Catalfo la quale, scrivono Biondo e Canestrari, «è pienamente consapevole della gravità»). Mario qui qualcuno fa firmare moduli, chiede password personali a nome del Movimento». E Giarrusso: «Se lo fa è gravissimo e va subito cacciato. Ma vorrei sapere da dove vengono le notizie...».

Restano tante domande: è successo solo in un meet up catanese, o in altri meet up italiani? E soprattutto, esiste un utilizzatore finale di questi dati, password e identità digitali?