sabato 1 aprile 2017

L’islam italiano si organizza: nasce la “Costituente Islamica”

lastampa.it
karima moual

I promotori: “Il fine è il rispetto del diritto al culto, puntiamo a un’assemblea eletta di 100 persone con premi di minoranza di genere e per regione, e ad almeno 10mila iscritti


La grande Moschea di Roma

Dopo la firma del Patto con l’Islam italiano voluto dal Ministro dell’Interno Marco Minniti, inizia a concretizzarsi, su più fronti, l’iniziativa per arrivare a proporre la tanto ambita intesa con lo Stato. Ma con due novità inedite: da una parte la galassia dell’islam organizzato fa intendere di essere più incline ad accettare compromessi rispetto al passato, che aveva registrato già diversi fallimenti. Dall’altra, invece, emerge con forza la nascita di una nuova realtà: l’emergente “Costituente islamica”.

L’accelerazione voluta dal Viminale sulla firma del Patto con le organizzazioni islamiche in Italia, si porta dietro molte aspettative da parte dei musulmani italiani, che vedono nel pragmatismo del nuovo Ministro un’opportunità da non perdere. Obiettivo: portare a casa qualcosa, dopo 40 anni di tavoli e consultazioni, che di fatto hanno prodotto più dossier e relazioni che cambiamenti reali sulla vita dei fedeli musulmani, a partire dalla questione dei luoghi di culto, ancora irrisolta. 

E allora alcuni, con discrezione e meticolosità, provano a mettere giù, nero su bianco, un’intesa completa e più convincente da portare al tavolo di discussione alla Presidenza del Consiglio. Tra loro la Grande Moschea di Roma - unico ente riconosciuto giuridicamente rispetto alle altre organizzazioni islamiche - emerge come quella che ha più chance di arrivare all’intesa rispetto ad altri, e non solo perché forte della sua autorevolezza, ma anche e soprattutto per il lavoro politico che ha svolto in questi ultimi anni a livello nazionale.

Il CII (Centro islamico italiano), infatti, ha sviluppato un rapporto stretto con la più grande comunità musulmana in Italia, quella marocchina, organizzata nella Confederazione dell’Islam italiano. Tradotto in numeri: l’unione di ben più di 300 moschee a livello nazionale. Un bel seguito da mostrare a chi dal Ministero chiede forza di consenso per potersi sedere al tavolo delle consultazioni sulla questione islam in Italia.

Ma dietro alle trattative della futura intesa non ci sarebbe solo la Confederazione islamica, ma anche la Coreis, sempre più vicina alla Grande Moschea di Roma e alla Confederazione islamica. Un triumvirato che farebbe fronte comune al rivale Ucoii. Fin qui tutto da copione, se non che a pochi giorni dalla firma del Patto, è nata su Facebook la cosiddetta “Costituente islamica”. Una realtà che già dalla sua presentazione promette di dare filo da torcere non solo dentro l’islam organizzato italiano ma anche alle stesse istituzioni. Una base di ribelli, fatta di convertiti e seconde generazioni con cittadinanza italiana, che fa di questa caratteristica il proprio punto di forza e che ha obiettivi chiari: dare ai musulmani (quasi 2 milioni) una rappresentanza eletta per interfacciarsi con lo Stato e le istituzioni e il tutto, ricalcando un po’ l’esperienza grillina, attraverso il web. 

La piattaforma è dunque pronta per dar vita a un’assemblea elettiva di 100 uomini e donne. Questa Assemblea - si legge nella presentazione - farà formale richiesta d’Intesa alla Presidenza del Consiglio. Sulla pagina Facebook iniziano già ad arrivare le adesioni, con tanto di video di presentazione, dove ci si “mette la faccia” dicono. Tra gli aderenti non ci sono solo volti sconosciuti ma anche rappresentanti dell’islam italiano. Facce nuove e soprattutto giovani, come quella di Brahim Baya che hanno grande dimestichezza con il web per attirare anche giovani leve perché è lì che bisogna raccogliere consenso sul futuro. C’è chi ha tradotto l’iniziativa come la nascita del primo partito islamico. 

“Si sbagliano - spiega Francesco Abdalhaqq Tieri, il progettatore della piattaforma - Non ci sono i numeri per fondare un partito islamico e non è assolutamente questo il nostro obiettivo. Inoltre - continua sicuro Tieri - le ultime leggi elettorali fanno fuori molti partitini storici. La soglia è altissima e la politica ha già dimostrato di non volerci se non come marionette”. “Abbiamo il solo fine dell’intesa – spiega – e quindi del pieno diritto al culto. Puntiamo a un’assemblea eletta di 100 persone con premi di minoranza di genere e per regione. Per avere una certa rappresentatività dovremmo avere 10mila iscritti”.

A chi gli fa il paragone con il Movimento 5 Stelle, spiega: “La differenza con loro è che il comitato non deterrà la piattaforma d’iscritti come Grillo e Casaleggio, perché gli iscritti saranno un organo consultivo della costituente e la totalità della piattaforma passerà alla costituente”. Tutto chiaro dunque. Si apre un altro fronte sulla tanto agognata Intesa islamica con lo Stato, alla quale si aggiunge l’ennesimo contendente. Che a differenza del passato, però, ha il passaporto italiano come clausola principale, usa molto bene il web, e ha ben chiari gli strumenti giuridici per arrivare all’obiettivo Intesa. 

Gli altri contendenti sono avvisati, assieme a chi negli ultimi 25 anni ha giocato la carta del “non siete pronti” attraverso cavilli giuridici per scongiurare un qualche ordine o governabilità nell’islam nostrano.