lunedì 3 aprile 2017

Legittima difesa, come funziona in Italia la legge e quali sono le proposte di modifica

corriere.it

La norma

La legittima difesa è una delle «cause di giustificazione»: rientra cioè in quelle situazioni che rendono lecito un comportamento normalmente qualificato come reato. È regolata dall’articolo 52 del codice penale. (Nella foto Ansa, Mario Cattaneo, l’oste che il 10 marzo 2017 ha ucciso uno dei ladri entrati nel suo bar ristorante a Casaletto Lodigiano)


I casi

Si parla di legittima difesa (e quindi di non punibilità) per chi «ha commesso il fatto costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa». In caso di furto non c’è proporzione fra il pericolo generato da uno sparo e quello di essere derubati. La proporzione c’è, per la legge, se «taluno legittimamente presente» nel proprio domicilio o in un luogo ove venga esercitata attività commerciale, professionale o imprenditoriale usa un’arma «legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o la altrui incolumità o i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione». Questa seconda parte («i beni propri o altrui...») è stata aggiunta nel 2006. (Nella foto Ansa, Carabinieri del Ris di Parma fanno dei rilievi all’interno del bar dove Davide Fabbri è stato ucciso durante un tentativo di rapina a Riccardina, frazione di Budrio, nel Bolognese, il 2 aprile 2017)


L’eccesso di legittima difesa

Quando si viola il principio di proporzionalità fra la difesa e l’offesa si entra nel campo dell’eccesso di legittima difesa (delitto colposo previsto dall’articolo 55 del codice penale). Nel valutare la proporzionalità va tenuto conto, fra le altre cose, anche delle condizioni fisiche dell’aggressore rispetto a quelle dell’aggredito. (nella foto LaPresse, la conferenza stampa Rodolfo Corazzo, gioielliere, che nel novembre 2015 ha sparato ed ucciso Valentin Frrokaj, ladro che si era introdotto nella sua casa a Rodano. Per lui la Procura aveva chiesto l’archiviazione)


I reati possibili

Se un aggressore entra in una casa senza alcuna arma e l’aggredito gli spara un colpo di pistola o usa contro di lui un’altra arma scatta il reato di lesioni colpose (in caso di ferite) o di omicidio colposo (se muore). L’omicidio diventa volontario se l’aggressore viene colpito alle spalle: per la legge in quel caso lui sta «desistendo» dalla propria intenzione criminosa. (Nella foto Ansa, il fermo immagine, tratto dal Tg5 del 23 settembre 2009, che mostra Remigio Radolli, il gioielliere che, durante una rapina nel suo negozio ha sparato ferendo gravemente un rapinatore a Cinisello Balsamo, Milano)


La proposta della Lega

L’11 novembre 2015, la Lega Nord ha presentato a Montecitorio un testo, a prima firma di Nicola Molteni, che prevede la legittima difesa in tutti i casi di violazione dell’abitazione o del luogo in cui si svolge il proprio lavoro. Il testo, riprendendo una previsione del codice penale francese, prevede infatti che corrisponda direttamente a «difesa legittima» quella di chi semplicemente agisce «per respingere l’ingresso, mediante effrazione o contro la volontà del proprietario, con violenza o minaccia di uso di armi da parte di persona travisata o di più persone, in un’abitazione privata, o in ogni altro luogo ove sia esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale». (Nella foto Ansa, un carabiniere sul balcone dell’appartamento dove si è tolto la vita il gioielliere Massimo Mastrolorenzi, in via Casalotti a Roma, il 28 febbraio 2009. L’uomo nel maggio del 2003 uccise due rapinatori che stavano tentando il colpo nella sua gioielliera di via Marmorata, nel quartiere Testaccio. Il 20 febbraio 2009 il pm aveva riformulato l’accusa nei confronti del gioielliere: non più eccesso di legittima difesa ma duplice omicidi o volontario)

La riscrittura in commissione

La proposta di legge è stata però riscritta durante la discussione in commissione Giustizia con l’approvazione di un emendamento del Pd a firma di David Ermini. Il nuovo testo non va a modificare più l’articolo del codice penale relativo alla legittima difesa ma quello sulle attenuanti. E introduce il concetto che non sussista l’eccesso di legittima difesa qualora ci sia una situazione di «grave perturbamento psichico» in chi ha agito in propria difesa. La situazione di «grave perturbamento psichico», già prevista dal codice, viene valutata dal giudice nei casi, ad esempio, in cui una aggressione avvenga di notte, da parte di una persona armata o con il volto coperto in una casa con persone anziane, donne o bambini o ai danni di qualcuno che abbia già subito precedenti aggressioni. (Nella foto Graziano Stacchio, il benzinaio di Ponte di Nanto, Vicenza, che la sera del 3 febbraio 2015 uccise un bandito mentre assaltava la gioielleria davanti alla sua pompa di benzina con altri quattro malviventi: per lui la Procura ha chiesto l’archiviazione)



L’iter bloccato

Dopo la modifica del testo, al momento dell’approdo in Aula il 21 aprile 2016, il provvedimento è stato rimandato in commissione su proposta di Area popolare (sostenuta dal Pd) e il relatore, il leghista Molteni, si è dimesso dall’incarico. A questo punto dovrà ripartire l’esame e si dovrà provvedere a una nuova calendarizzazione in Aula. Ma, al momento, l’iter sembra fermo. (Nella foto Ansa, Michelangelo Rizzi, l’imprenditore che nel gennaio 2005 ha reagito a una rapina in casa a Sandrà, frazione di Castelnuovo del Garda, Verona, uccidendo uno dei due rapinatori)


La stretta sui furti

Si parla invece di stretta sui furti in casa nel ddl di riforma del processo penale in discussione al Senato. Nel provvedimento si prevedono pene aumentate per questo tipo di reati, senza alcun riferimento alla legittima difesa di chi subisce il furto. Una volta approvato dovrà comunque tornare a Montecitorio per una nuova lettura (nella foto Ansa, la protesta dei parlamentari della Lega Nord durante il seguito della discussione in materia di difesa legittima in aula della Camera, il 21 aprile 2016)


(Hanno collaborato a queste schede: Davide Casati, Giuseppe Guastella)