domenica 30 aprile 2017

Le Ong salvino i profughi senza sostituire gli scafisti

corriere.it
risponde Aldo Cazzullo


Caro Aldo,
la questione sollevata a proposito degli scafisti e delle Ong sarebbe risolta se lo Stato italiano ponesse l’obbligo di portare i carichi delle persone raccolte in mare nei Paesi a cui fanno riferimento le Ong. 
Francesco Duina, Sovere

Desidero sottolineare la mia stima al dottor Zuccaro per quanto sta facendo e speriamo gli sia permesso di fare nell’interesse di noi cittadini, di questa povera Italia e, non dimentichiamolo, anche di chi viene sfruttato in questa tratta vergognosa di esseri umani.
Vincenzo D’Alessio

Non possiamo che esprimere la massima e incondizionata solidarietà alle Ong che salvano ogni giorno migliaia di vite nel Mediterraneo.
Alfio Lisi, Catania

Cari lettori,
La questione più dibattuta nelle 300 lettere che arrivano ogni giorno al Corriere è quella dei migranti. Da quando la procura di Catania ha ipotizzato che alcune organizzazioni non governative operino a fini di lucro, talora in combutta con gli scafisti, si discute soprattutto di quello. Per un lettore che difende le Ong, nove le vorrebbero chiudere. Il punto è che nella discussione pubblica i politici diventano tutti ladri, gli imprenditori tutti corruttori, i giornalisti tutti servi, e le Ong tutte collaboratrici dei trafficanti di uomini. Ma se sono tutti colpevoli, allora nessuno è davvero colpevole. Ovviamente bisogna distinguere. La grande maggioranza delle Ong hanno buone intenzioni; e salvare la vite umane è sempre e comunque un dovere giuridico e morale.

Ma la domanda di fondo resta questa: è giusto che il Mediterraneo sia la rotta dei viaggi della speranza per milioni di africani, che mettono a repentaglio le vite di donne e bambini? Il riscatto dell’Africa passa attraverso una migrazione non richiesta e non regolamentata? È bene che sul traffico di esseri umani prosperino sia criminali sia alcune cooperative? La risposta, a mio avviso, è no.

Le Ong si occupino di creare corridoi umanitari per i profughi. Le Marine d’Europa collaborino con i libici per riportare la legalità lungo le coste. E i migranti che intendono migliorare la loro condizione economica si sottopongano alle regole che si sono dati i Paesi dove vorrebbero trasferirsi. Non è facile; ma non esistono altre soluzioni. Perché è evidente che la ripartizione dei profughi gli altri governi, Merkel per prima, non la vogliono davvero