lunedì 17 aprile 2017

La guerra dei ggesucristi

ilgiornale.it
Nino Spirlì



… E facciamoci due risate! Mentre i Grandi della Terra affilano unghie e testate nucleari; mentre in giro per tutta l’Italia decine di bastardi maledetti ammazzano mogli e fidanzate, quasi sgozzassero agnelli per la tavola di Pasqua; mentre un’armata di  clandestini  senza documenti e senza nome sciama per tutta l’Europa in attesa di poterla occupare definitivamente; mentre furfanti dell’est, del sud, del nord e dell’ovest ci entrano in casa per rubarci le ultime due lire che ci son rimaste e manco in galera vanno, nel mio paesello del cuore della Piana di Gioia Tauro, un tempo così ricco da sfiorare l’onore di divenire quarta “provincia” della Calabria, litigano i preti, i santi e anche i ggesucristi.

Vi racconto, poi chiarisco.
Erano quasi le 21.00 di ieri, Venerdì Santo, ed ero immerso nelle preghiere poco prima che muovesse la Via Crucis. Ad un tratto, mi sento battere delicatamente sulla spalla. Era una signora che conosco e mi conosce da quando ero poco più alto di una lattina di CocaCola: “Nino mio, hai visto che tristezza? Quelli di San Giuseppe non partecipano alla Via Crucis condivisa: sembra che il loro parroco, in barba al messaggio cristiano e agli inviti di papi e vescovi, si sia rifiutato di unirsi agli altri due parroci del paese per le celebrazioni pasquali. Dicono che non voglia avere rapporti con le altre parrocchie e i loro responsabili… Quello lì ci sta dividendo anche le famiglie!”

Viva Gesù e la Sua Chiesa! mi son detto, amaro, fra me e me. Ma alla signora ho risposto con un sorriso e un pazienza. In verità, quel prete non mi è mai stato simpatico, da quando ha messo piede a Taurianova. Da quando scoprii che nella sua parrocchia l’ostia della Prima Comunione costava (e costa ancora, suppongo) centottanta euro; una messa in suffragio,  fra i quindici e gli X euro; matrimoni e funerali, poi, sembra abbiano “richieste di offerte” sostanziose… Non l’ho mai incontrato – né mai l’ho voluto fare – questo signore in tonaca, se non per interposta persona: il suo diretto superiore, quel vescovo Milito, dal visetto pacioccone a dispetto dell’indole,  che ha il suo daffare quotidiano fra preti pedofili, preti condannati, preti chiacchierati, preti chiacchieroni.

Insomma, una diocesi, quella di Oppido Mamertina – Palmi, in cui tanti buoni sacerdoti si trovano “impastati” con una massa di disadattati che ha scelto, non già la chiamata, ma il “mestiere di prete”.
“Quello di San Giuseppe”, tanto per fare un esempio, me lo lascia, qualche dubbio, sulla “chiamata”. Quello che sostiene pubblicamente dall’ambone il candidato cattocomunista alla poltrona di primo cittadino; quello che offende chi gli sta antipatico, scaricando improperi durante le omelie, che, in realtà,  dovrebbero trattare della Parola di Dio; quello che litiga coi Padri Cappuccini ospiti nel suo “territorio” e li scippa, per principio e dopo decenni, della messa al Cimitero (che, peraltro, nemmeno celebra, lasciando un intero paese senza benedizione il 2 novembre), o chiude le porte della sua chiesa (ormai semivuota) al passaggio della processione di Sant’Antonio organizzata dai Frati, o li perseguita con mille angherie.

Quello che, appunto, non vuole partecipare alla Via Crucis condivisa con gli altri parroci e le altre parrocchie cittadine, preferendo la solitudine e il rancore. Quello che chiede il modello ISEE ai genitori di un piccolo comunicando per verificare se realmente non possano permettersi i costi della Prima Comunione, ecco, quello non mi sembra un buon pastore che Dio abbia potuto voler chiamare a guida delle sue pecorelle. Costringere il proprio gregge all’odio e alla separazione è messaggio cristiano? Me lo chiedo io e se lo chiedono due terzi della cittadina. E l’ormai scontato silenzio del vescovo è rispettoso della Fede dei Taurianovesi, che si sono trovati a celebrare i Santi Riti Pasquali con la morte vera nel cuore?

Fossi al posto del responsabile della diocesi, allontanerei dal gregge il pastore, quantomeno,  maldestro. Se la guida vacilla, le pecorelle rischiano di cadere nell’abisso. E ci mancherebbe solo questo, mentre le bombe atomiche sono pronte a volare dall’Asia all’America e viceversa… Mah! Non sarà una notiziona, ma mi piaceva presentarvela, questa guerra dei ggesucristi scoppiata nelle lontane contrade del Sud. Un’altra squallida paginetta della pessima Chiesa che abbiamo ereditato da quando i seminari sono stati presi d’assalto da furbi, sconfortati, disastrati, confusi, egocentrici… Anticristi, direi…

Fra me e me, per augurarVi Buona Pasqua di Resurrezione. Se non proprio da morte, almeno dalle umane miserie.