sabato 29 aprile 2017

La droga in vendita sul deep web con armi e soldi falsi: cinque arresti

corriere.it
Anna Campaniello

Fucili in vendita sul deep web

Il suo nome nel deep web era «Kriminale» ed era segnalato da anni dalle autorità americane come uno dei più attivi trafficanti di droga nel lato parallelo e «oscuro» di Internet, dove le transazioni avvengono in bitcoin, la moneta elettronica. È uno dei cinque uomini - tre italiani, un albanese e un sudamericano - arrestati dalla polizia venerdì mattina nell’ambito di un’operazione della Questura di Lecco che ha permesso di scoprire e oscurare un mercato virtuale di articoli illegali, stupefacenti ma anche armi, documenti contraffatti, denaro falso, software impiegati per accessi abusivi a sistemi informatici e carte di credito clonate. Gli agenti della polizia di Stato di Lecco, affiancando indagini tradizionali ad attività sotto copertura, sono riusciti a ricostruire le operazioni illegali che avvenivano tramite il portale del deep web Italian Darknet Community (Idc).

Venerdì mattina, oltre agli arresti, sono state effettuate cinquanta perquisizioni in tutta Italia e nell’ambito dell’indagine sono stati individuati numerosi acquirenti di questo mercato illecito, in gran parte giovani, in alcuni casi anche minorenni. «Abbiamo effettuato un’attività di indagine del cosiddetto darknet, supportata da attività tecniche e dall’impiego di agenti sotto copertura – spiega il capo della squadra mobile di Lecco Marco Cadeddu –. Abbiamo individuato siti e forum che offrono, dietro la copertura garantita dall’anonimato del deep web sostanze stupefacenti di varia natura, cocaina, eroina, hashish e droghe sintetiche ma anche armi, documenti falsi, account di siti di e-commerce intestati a persone inesistenti o oggetto di furto di identità, oltre a sistemi per creare virus e poi infettare i computer e minacciare e ricattare i destinatari».

Agli arrestati sono stati contestati a vario titolo reati legati al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Al presunto «banchiere clandestino» dell’organizzazione, un italiano residente a Bergamo che si occupava dello scambio tra euro e bitcoin, è stato contestato anche il riciclaggio e l’esercizio abusivo dell’intermediazione finanziaria. «Dalla poltrona di casa, nell’anonimato più completo si possono comprare droghe ma anche armi e documenti o soldi falsi – dice ancora il capo della mobile –. Abbiamo effettuato controlli di numerosi soggetti evidenziati come naviganti di questo mercato, persone di fascia di età bassa, anche minorenni. Il deep web assicura l’anonimato più assoluto perché esce dai protocolli tradizionali e cripta ogni contenuto. Le barriere e protezioni sono fortissime. È un settore che le investigazioni non possono più trascurare».

Nel corso dell’attività di indagine sono stati sequestrati ingenti quantitativi di droga di vario tipo, ma anche alcune centinaia di migliaia di euro frutto dell’attività illecita e numeroso materiale informatico.