venerdì 14 aprile 2017

I sensori di movimento dello smartphone possono rivelare dati sensibili

lastampa.it
enrico forzinetti

Una ricerca dell’Università di Newcastle ha dimostrato quanto sia facile rubare il PIN sfruttando le informazioni raccolte dal giroscopio. Ma il problema è molto più ampio



Avere uno smartphone con il maggior numero di funzionalità possibili è il sogno di ogni amante della tecnologia. Ma bisogna fare attenzione: all’interno del dispositivo i sensori che ci permettono tutte le attività possono essere pericolosi per la nostra privacy. A sottolinearlo è uno studio realizzato dall’Università di Newcastle e pubblicato sulla rivista International Journal of Information Security.
I ricercatori si sono occupati in particolare di quanto sia facile rubare il PIN per sbloccare il dispositivo sfruttando il giroscopio, un sensore che serve a rilevare i movimenti dello smartphone. Se al primo tentativo hanno raggiunto il 70% di possibilità di ottenere la combinazione giusta, alla quinta prova erano certi di avere il PIN corretto.

Ma il problema è più generale: gli studiosi hanno calcolato fino a 25 diversi sensori come il GPS, la fotocamera, l’accelerometro o l’NFC, tutti che raccolgono informazioni sull’uso che la persona fa del dispositivo. A questo si aggiunge il fatto che spesso l’utente non è a conoscenza di tutto ciò e in molte circostanze non sa che sta fornendo informazioni importanti sulla sua attività quotidiana.
«Alcune app e siti non richiedono il permesso di accedere alla maggior parte dei dati raccolti dai sensori - spiega Maryam Mehrnezhad, ricercatrice della School of Computing Science e autrice dello studio - Certi programmi possono silenziosamente ottenere questi dati per monitorare informazioni sensibili come l’attività fisica, le azioni che compiamo sullo schermo, il PIN o le password».