sabato 1 aprile 2017

Caso Orlandi, nuovo appello del fratello Pietro al Papa: «Faccia luce sul rapimeno di mia sorella»

ilmattino.it

Ecco la lettera inviata a Papa Francesco

Papa Francesco,
sono Pietro Orlandi e dopo tanti anni sono ancora qui a chiedere la Verità sul rapimento di mia sorella Emanuela, cittadina vaticana, avvenuto il 22 giugno 1983. Una ragazzina innocente di 15 anni alla quale è stato impedito di scegliere della propria vita, negandole, ancora oggi, ogni forma di Giustizia, dimenticandosi che la vita di ogni essere umano è sacra e non può essere considerata  un pezzo di carta sul quale apporre il timbro “ archiviata”.

Una vicenda che nel corso degli anni è stata caratterizzata da depistaggi, insabbiamenti, omertà e soprattutto mancanza di collaborazione da parte della Santa Sede. Lei disse: “Chi tace è complice”. E’ vero.  In Vaticano c’è chi sa e da tanti anni tace, diventando complice di quanti hanno avuto responsabilità in questa vicenda. A tal riguardo, in Vaticano, ci sono carte secretate, a conoscenza di alcune autorità della Santa Sede, che contengono passi importanti di questa disumana vicenda e che potrebbero permetterci di riabbracciare Emanuela o darle una degna sepoltura.

Il dossier “Rapporto Emanuela Orlandi” a disposizione, nel 2012,  della Segreteria Particolare di Papa Benedetto XVI, contenente  informazioni e nomi che potevano condurci alla Verità, stava per essere consegnato ad un magistrato italiano, ma in Vaticano vennero meno alla parola data e il fascicolo rimase occultato. Dopo 33 anni mi chiedo perché si continua a negare ad una famiglia la possibilità di dare Luce e Pace alla propria figlia, alla propria sorella.

Abbiamo il diritto di conoscere la Verità contenuta in quei documenti e se sulla scomparsa di Emanuela fu posto il Segreto Pontificio, La prego di sciogliere i sigilli a tale imposizione che osteggia il raggiungimento della Verità e della Giustizia. Non possono esistere segreti in uno Stato che si erge a centro della Cristianità perché è contrario alle parole e agli insegnamenti di Gesù: ”Non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato e di segreto che non debba essere manifestato”.

Papa Francesco Lei ha indicato agli uomini la via giusta “Costruire ponti e non alzare muri invalicabili” ed io lo stesso chiedo a Lei, per Emanuela. La Verità, la Giustizia  non possono essere un’utopia, un sogno irraggiungibile  ma i principi fondamentali, per ogni Stato che si reputa civile. Principi fondamentali che in questa vicenda sono stati vergognosamente calpestati per oltre 33 anni.

La mia è una voce tenace, priva di rassegnazione, che mi guiderà, in questa vita ed oltre,  a cercare  Verità e Giustizia, affinché questo grido  appartenga a tutte le vittime innocenti ed  alle persone private della  Libertà. Non ci lasceremo mai rubare la speranza.

Venerdì 31 Marzo 2017, 14:43 - Ultimo aggiornamento: 31-03-2017 15:44