giovedì 6 aprile 2017

Camminare o no? Una ricerca: sulle scale mobili meglio stare fermi

corriere.it
di Antonella De Gregorio

L’esperimento condotto in una fermata del metrò londinese dà torto ai frettolosi (e agli inglesi): lasciare libera la corsia a sinistra non rende più efficiente il passaggio

Gli inglesi ne fanno una questione di bon ton (e di efficienza): sulle scale mobili si tiene rigorosamente la destra, rimanendo fermi in un punto preciso, aspettando di arrivare. Solo chi è di fretta cammina a sinistra, salendo le scale. E tanta influenza ha esercitato il modello britannico, da averlo reso consuetudine internazionale. Chi sta fermo sulle scale mobili delle stazioni della metropolitana - o in aeroporto, o in un centro commerciale - si mette in fila sulla destra, lasciando la sinistra a chi vuole passare salendo i gradini, soprattutto nelle città più frenetiche e negli orari di punta. A Milano prima, a Torino poi, da anni si cerca di inculcare nei passeggeri la «regola» internazionale, con annunci via altoparlante e avvisi che invitano a «tenere la destra». Ma molti utenti continuano a salire in ordine sparso, intasando la salita di chi va di fretta.
Lo studio
Adesso arriva uno studio che ribalta tutto: sulle scale mobili è meglio non camminare, perché lavorano meglio e in maniera più efficiente e sicura se tutti stanno fermi. Gli esperti lo hanno dimostrato con un test, raccontato dal Guardian, effettuato qualche mese fa nella stazione Holborn della metropolitana di Londra (dove le scale mobili accumulano 56 milioni di passaggi all’anno). I ricercatori, che si sono ispirati a un analogo test condotto a Hong Kong, hanno verificato per tre settimane che se stanno tutti fermi, la scala consente a 31,25 persone in più ogni minuto di salire (112,745 persone al minuto contro 81,25).

L’idea sembra un controsenso, ma consente a molte più persone di salire contemporaneamente le scale, mentre i movimenti a destra e sinistra creano disordine e riducono lo spazio. Una scala mobile, che normalmente trasportava 12.745 persone nell’ora di punta tra le 8,30 e le 9,30 di mattina in una settimana di normale utilizzo, è riuscita a spostarne 16.220 grazie all’obbligo (mal tollerato, va detto) a rimanere fermi.
Tutti fermi, non solo i pigri
Una conclusione che ribalta la convinzione diffusa che solo pigri e fannulloni non assecondano il movimento del trasportatore e intralciano chi ha fretta. Il dilemma ora è come mettere d’accordo chi sostiene da anni che, per ragioni di sicurezza, sulle scale mobili bisognerebbe stare fermi (così si fa a Tokyo e Hong Kong), con chi invoca regole flessibili: quando non c’è congestione conviene camminare. C’è poi chi invoca la gratificazione personale: se si è di fretta, muoversi verso la meta rassicura. Senza contare chi ha per obiettivo quello di bruciare calorie.
Uno su quattro in movimento
Per la cronaca: nel 2011 una ricerca dell’università di Greenwich aveva evidenziato che in media il 75% dei passeggeri sta fermo sulla scala mobile e solo il 25% cammina. Michael Kinsey, ingegnere che nel 2011 ha affrontato il tema, sostiene che probabilmente non vale la pena cercare di convincere gli utenti di scale mobili che coprono tratti brevi a stare fermi; cosa diversa per quelle più lunghe. «Ma -si chiede- se il principale obiettivo è aumentare la capacità della scala mobile, non sarebbe meglio chiedere alle persone di entrambe le file di camminare?»