sabato 22 aprile 2017

Biotestamento, i parroci suonano le campane a morto per protesta

lastampa.it

Pubblicato anche il manifesto di un necrologio: in Italia la morte vince sulla vita

I parroci di Carovilli (Isernia), Castropignano (Campobasso), Duronia (Campobasso), Pietrabbondante (Isernia), Salcito (Campobasso) nel giorno dell’approvazione alla Camera dei deputati delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) - nell’ambito della legge sul biotestamento - hanno suonato le campane a morto, facendo anche affiggere a Pietrabbondante un necrologio. A renderlo noto è il parroco di Carovilli, Don Mario Fangio.

«Con ciò - si legge in una nota - hanno voluto richiamare l’attenzione delle loro comunità il funesto evento legislativo, che creerà una grande mole di problemi, e minerà alla base la certezza della indisponibilità della vita umana. Invitano anche tutti ad una seria riflessione a emendare sostanzialmente al senato la norma, e bocciarla addirittura come inutile, potendo fare riferimento già alle normative sull’accanimento terapeutico e cure palliative». Il manifesto di necrologio recita: «Le campane suonano a morto perché la Vita è vittima della morte dall’aborto all’eutanasia delle D.a.t. Con queste l’Italia ha scelto di far morire, non di far vivere. Prosit». 

La proposta di legge sul testamento biologico ha superato ieri il primo ostacolo. L’aula della Camera, con 326 sì e 37 no, ha dato il via libera al testo unificato che stabilisce le norme in materia di consenso informato, grazie all’asse tra Partito democratico, M5S e Sinistra Italiana. Hanno osteggiato il provvedimento fino alla fine, invece, la Lega Nord, Forza Italia, con le defezioni di Stefania Prestigiamo e Laura Ravetto che hanno votato a favore, e soprattutto l’alleato di governo Alternativa popolare. 


Parroco suona le campane a morto contro le unioni civili. La protesta dell’Arcigay
lastampa.it  Pubblicato il 12/05/2016

Il caso a Carovilli (Isernia), la spiegazione in un annuncio sulla porta della chiesa



Rintocchi delle campane a morto per celebrare il «funerale del matrimonio tradizionale», con tanto di manifesto funebre affisso sul portone principale della chiesa dell’Annunziata: l’iniziativa di don Mario Fangio, parroco di Carovilli (Isernia), all’indomani dell’approvazione della legge sulle unioni civili, ha subito scatenato la reazione dell’Arcigay Molise che si è detta indignata per «una iniziativa che fa ripiombare questo Paese sotto l’egemonia ecclesiastica e del Vaticano».

«Le campane a morto - si legge sul manifesto - annunciano con dolore che, con l’approvazione della legge Cirinna’ votata anche dai cattolici, ieri sera sono morti il matrimonio e la famiglia secondo natura tra uomo e donna. Una prece per chi ne è stata la causa».

Per tutta la giornata i rintocchi, a intervalli regolari, hanno ricordato ai fedeli «una legge che confonde le idee». Don Mario ha dichiarato di non temere reazioni perché sostiene di avere agito «a fin di bene». Il sindaco di Carovilli, Antonio Cinocca, dice di non saperne niente ma assicura: «Ora cerco di parlare con Don Mario».

«Questa iniziativa - spiega il presidente di Arcigay Molise, Pierluca Visco - ferisce la nostra dignità proprio in un momento in cui lo Stato ci riconosce il diritto alla nostra felicità e alla nostra esistenza. C’è ancora molto da fare per la realizzazione di quella rivoluzione culturale che noi di Arcigay auspichiamo da tempo per la nostra terra. Ci impegneremo a realizzarla con tutti i mezzi a nostra disposizione. Perché abbiamo diritto di esistere e di avere a portata di cuore la nostra felicità senza avere il dito puntato contro da parte di chi non è disposto a riconoscerci».