mercoledì 8 marzo 2017

Vietati i poveri

lastampa.it
mattia feltri

È proprio vero che c’è sempre un ultimo più ultimo di noi sul quale accanirsi. Il sindaco Virginia Raggi ha deciso di punire i rovistatori, cioè quelli che mettono le mani nei cassonetti per tirarne fuori roba da riutilizzare o rivendere. E chi ce le mette? I rom, gli immigrati, i senza tetto, cioè gli ultimi fra gli ultimi. Roma è una città così, piena di spazzatura e piena di accattoni che con la spazzatura ci campano. E l’aspetto più bizzarro è che molti romani detestano i rovistatori, e nonostante rovistino nei cassonetti che i romani usano come discariche. 

In uno splendido video di qualche mese fa, la nostra Flavia Amabile aveva girato per i quartieri con Aldemar, un italiano di 37 anni con trascorsi in carcere che si mantiene rivendendo nei mercatini abusivi giubbotti, borse, pentole, felpe, poltrone, scale, scarpe, persino cassette vhs e lenti per occhiali, tutto un mondo gettato alla rinfusa. Un pezzo lo vende a cinque euro, l’altro a dieci. Presto non potrà più.

Oggi si sanziona soltanto chi rovista e intanto sporca per terra, ma Raggi vuole sanzionare anche chi rovista e basta. Fuori le mani dai cassonetti. La norma nel regolamento comunale ancora non c’è, «un’assenza estremamente deprecabile», ha detto Raggi. Va bene, forse è una politica anche guerreggiare con i disperati, che rovistano e vendono, e con altri disperati, che comprano perché non hanno soldi per comprare nei negozi. Però è curioso, per un Movimento che giustamente incoraggia il riciclo, prendersela con gli unici che riciclano davvero.