lunedì 13 marzo 2017

Trent’anni di crimine: Danilo Restivo e il caso Claps

lastampa.it
otto maggiani

La serie in vista del Torino Crime festival (in programma dal 6 aprile): la settima puntata


Danilo Restivo, condannato a 30 anni per l’omicidio di Elisa Claps. In Gran Bretagna è sato condannato all’ergastolo per un altro omicidio, quello di Heather Barnett

Torino ospiterà anche quest’anno il Torino Crime Festival, rassegna dedicata al crimine nella letteratura e nella scienza, nel cinema e sui giornali. La rassegna si inaugura il 6 aprile, La Stampa la precede con un countdown ripercorrendo gli ultimi 30 anni della storia d’Italia attraverso i trenta crimini più eclatanti di ogni anno (dal 1987 al 2017), e riproponendo le storie una al giorno. La settima puntata racconta di Elisa Claps, la ragazza scomparsa a Potenza il 12 settembre 1993 e ritrovata senza vita solo 16 anni più tardi (il 17 marzo 2010).

Le indagini stabiliranno che la morte della giovane è avvenuta lo stesso giorno della scomparsa per opera dell’amico Danilo Restivo che, nel periodo in cui la sorte di Elisa Claps era ancora sconosciuta, verrà giudicato colpevole anche dell’uccisione - compiuta nel 2002 in territorio britannico - di una vicina di casa, Heather Barnett. Restivo è stato condannato all’ergastolo nel Regno Unito per la Barnett e a trent’anni in Italia per il caso Claps. Restivo era anche stato arrestato a Potenza nel 1994: abbiamo recuperato dall’archivio un articolo di Edmondo Soave che racconta di quell’arresto, sfociato in un nulla di fatto.

Un arresto riapre il giallo di Elisa
Potenza: sparita un anno fa, manette all’amico
La Stampa, domenica 11 settembre 1994

Ad un anno esatto dalla scomparsa, forse sono a una svolta le indagini sul caso di Elisa Claps, 17 anni, studentessa, figlia terzogenita di un tabaccaio. Il sostituto procuratore, Licia Genovese, ha fatto arrestare Danilo Restivo, 22 anni, «pretendente respinto», come lo definisce la madre della ragazza scomparsa, e comunque l’ultima persona che ha incontrato Elisa il 12 settembre dello scorso anno, all’uscita dalla chiesa della Trinità, in pieno centro storico, prima che fosse inghiottita dal nulla. L’accusa è di false dichiarazioni rese al magistrato. 

Gli inquirenti stanno lavorando intorno alla cerchia ristretta di amici della ragazza, convinti che non tutti abbiano detto quello che sanno, in particolare Danilo Restivo, Eliana De Cillis amica del cuore di Elisa, 18 anni, ed Eris Gega, 22 anni, un immigrato giunto a Potenza con la prima ondata di albanesi, nel ’90. Ci sono contraddizioni nella versione dei fatti relativi alle ultime ore di cui si hanno notizie di Elisa. Lui, per adesso, preferisce non rispondere. Assistito dall’avvocato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il 12 settembre dell’anno scorso era domenica. Elisa si recò a. Messa con Eliana alle 11,30. Poi era in programma un incontro con Danilo che doveva consegnarle un regalo, secondo Eliana, per la promozione appena conseguita. Nessun regalo, ribatte Danilo: «Ci siamo visti, poi ognuno è andato per la sua strada». 


(L’articolo pubblicato da La Stampa il 12 settembre 1994)

Ma da allora si perdono le tracce della studentessa. Danilo finisce in ospedale per farsi medicare una ferita causata da una caduta accidentale in un cantiere. Ricostruzione lacunosa, insomma, del suo incontro con la ragazza e dei suoi stessi successivi spostamenti; ulteriori elementi raccolti dagli inquirenti negli ultimi giorni hanno fatto scattare il provvedimento di custodia cautelare.

Intanto la città è entrata di nuovo in fibrillazione: l’emozione era appena sopita; ora la ricorrenza del primo anniversario, l’arresto dell’amico di Elisa e la tenacia di un gruppo di «amici di Elisa» hanno riportato di nuovo il «giallo» in primo piano. I muri della città sono nuovamente tappezzati di manifesti in cui s’invoca la verità sul caso; nei giorni scorsi sono state raccolte firme da inviare al ministro Maroni perché prenda a cuore la vicenda. 

E in tutte le chiese sono state sistemate da una settimana cassette postali per raccogliere i messaggi di solidarietà che i cittadini vorranno far pervenire alla famiglia. E stasera ci sarà una fiaccolata per le vie della città; infine, in via Pretoria, la strada dov’è stata vista per l’ultima volta Elisa, verranno letti in pubblico i messaggi più importanti che saranno stati raccolti nelle chiese. L’avvocato Mario Marinelli, difensore di Restivo, ha definito «sorprendente» il provvedimento restrittivo emesso dall’autorità giudiziaria.

«Sorprendente ha detto - perchè arrivato due giorni prima delle manifestazioni, ampiamente pubblicizzate dagli organi di informazione, promosse dagli amici di Elisa Claps ad un anno dalla sua misteriosa scomparsa; ancor più sorprendente perchè, per quel che ho sommariamente potuto apprendere dalla contestazione fatta in carcere dal pm, l’ordinanza sarebbe fondata su elementi già da tempo noti e quasi tutti ampiamente riferiti dai mass media». 

«Attendo la notifica della copia del provvedimento - ha detto ancora l’avvocato Marinelli - sperando di potervi trovare elementi di novità tali da giustificare un provvedimento tanto grave nei riguardi di Danilo Restivo. Mi preme tuttavia sottolineare ancora una volta, per dovere difensivo l’assoluta estraneità dello stesso Restivo alla scomparsa di Elisa Claps, come emerge inequivocabilmente da elementi incontrovertibili già raccolti dagli investigatori ed acquisiti al fascicolo processuale».

La famiglia di Elisa Claps, ovviamente, attende e non dispera. La madre, Filomena lemma, ha raccontato a La Gazzetta del Mezzogiorno di essere sicura che sua figlia è viva, che si trova in una situazione di costrizione, che è prigioniera di qualcuno e ha lanciato ancora un appello: «Aiutatemi a trovare Elisa, non voglio vendette, non serbo rancore, ho già perdonato tutti». 
Edmondo Soave