lunedì 27 marzo 2017

Terrorismo, il Viminale espelle marocchino: «Italiani miscredenti»

corriere.it

L’uomo, 44 anni, sposato con un’italiana che sui è convertita all’islam, si era radicalizzato da tempo, rifiutando di prestare giuramento per ottenere la cittadinanza italiana perché l’osservanza della Costituzione avrebbe violato i dettami shariatici

Con un provvedimento firmato dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, è stata eseguita l’espulsione di un cittadino marocchino, per motivi di sicurezza dello Stato, con un volo diretto in Marocco. Con questo rimpatrio, il ventiseiesimo del 2017, salgono a 158 i soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso, espulsi con accompagnamento alla frontiera dal gennaio 2015 ad oggi. Si tratta di un uomo di 44 anni, residente a Santhià (Vercelli) e coniugato con una cittadina italiana convertita all’islam. L’uomo era stato segnalato a seguito di approfondimenti investigativi nell’ambito di indagini condotte dalla Digos di Vercelli per aver manifestato un percorso di radicalizzazione che lo aveva portato a considerare l’Italia un paese di miscredenti, non idoneo alla permanenza della sua famiglia.
La nota del Viminale
Inoltre, spiega una nota del Viminale, nel 2012 il marocchino aveva rifiutato di prestare giuramento per ottenere la cittadinanza italiana, confidando ad alcuni connazionali che l’accettazione dello status avrebbe offeso la sua religione e che l’osservanza della Costituzione avrebbe violato i dettami shariatici. Le indagini investigative acquisite sulla deriva radicale del cittadino marocchino sono state poi confermate anche da elementi della comunità islamica vercellese, dove in passato ha svolto funzioni di imam. Rintracciato il 25 marzo a Torino, all’esito dell’udienza di convalida, è stato espulso dal territorio nazionale e rimpatriato con un volo diretto in Marocco.

26 marzo 2017 (modifica il 26 marzo 2017 | 13:28)