venerdì 17 marzo 2017

Svelato dossier segreto: ecco che cosa succederà il giorno della morte della regina Elisabetta

lastampa.it
vittorio sabadin

«Operazione London Bridge», una complessa procedura, stabilita dagli Anni 60, che coinvolgerà il governo, il corpo diplomatico, la famiglia reale, la BBC e le forze armate



Il giornale inglese The Guardian ha ottenuto una copia dell’Operazione London Bridge, uno dei dossier segreti finora meglio custoditi a Londra. Il nome in codice nasconde una complessa procedura, stabilita nei minimi particolari fin dagli Anni 60, che coinvolgerà il governo, il corpo diplomatico, l’intera famiglia reale, la BBC e le forze armate il giorno in cui la regina Elisabetta dovesse morire.

Può sembrare di cattivo gusto anticipare che cosa accadrà dopo la scomparsa del più amato tra i sovrani britannici, ma Elisabetta, che compirà 91 anni in aprile, gode di ottima salute, non rinuncia alle passeggiate a cavallo e ha completamente superato l’indisposizione che a Natale l’aveva costretta per la prima volta a non lasciare per due settimane i suoi appartamenti di Sandringham.

Dai tempi della regina Vittoria, ossessionata dal rituale del proprio funerale, i sovrani e i loro parenti più stretti sono però sempre stati consultati sul cerimoniale previsto per la loro scomparsa con un nome in codice: quello per Giorgio VI era “Hyde Park Corner”, quello per la Regina Madre Elizabeth, che venne poi usato per Lady Diana, era “Tay Bridge”.

L’Operazione London Bridge presuppone che la Regina muoia dopo una breve malattia. Solo il suo medico personale, il prof. Huw Thomas, avrà il controllo dell’accesso alla stanza della sovrana e sarà lui a scrivere i comunicati e a tenere i contatti con l’esterno. Per la malattia di Vittoria si usò la formula “sintomi che causano grave preoccupazione”. L’ultimo re del Regno Unito, Giorgio VI, è morto 65 anni fa, un’epoca priva di telefonini nella quale era più facile tenere simili notizie segrete per il tempo necessario a preparare l’annuncio. Le sofferenze di Giorgio V furono portate a termine dal suo medico, Lord Dowson, che gli iniettò 750 milligrammi di morfina e un grammo di cocaina nell’ora più adatta perché il Times potesse stampare la notizia.

Oggi toccherebbe a Sir Chritopher Geidt, segretario privato di Elisabetta, contattare il primo ministro per informarlo anche a notte fonda. Da un luogo ancora segreto di Londra, dove ha sede il Foreign Office Global Response Centre, partiranno subito dopo le telefonate ai 15 governi dei paesi di cui Elisabetta è capo di stato e degli altri 36 paesi del Commonwealth. La frase in codice, che sarà comunicata attraverso linee telefoniche sicure, è “London Bridge is down”. Attraverso un altro canale sicuro sarà informata la BBC, che dal 1930 ha attivato un “Radio Alert Transmission System”, in codice RATS, che prevede nel dettaglio che cosa l’emittente pubblica dovrà fare e comunicare subito dopo il decesso della sovrana.

Tecnici e giornalisti provano un paio di volte l’anno la procedura che dovranno seguire, per evitare che si ripetano errori come quello commesso dall’anchorman Peter Sisson, che indossava una cravatta marrone quando annunciò nel 2002 la morte della Regina Madre. Le trasmissioni saranno interrotte e riprenderanno con la frase “This is the BBC from London”, quella che da sempre è associata a un’emergenza nazionale.

Anche le radio commerciali saranno avvisate da un particolare segnale. I DJ sanno che quando vedranno accendersi una luce blu sulla consolle dovranno passare la linea alle news, e trasmettere nel frattempo musica “inoffensiva”. Sky News e ITN provano da tempo la loro capacità di reazione e si allenano in simulazioni nelle quali Elisabetta è chiamata Mrs Robinson. Il Times ha già preparato le pagine da pubblicare negli 11 giorni successivi l’annuncio della scomparsa.

L’Operazione London Bridge prevede diversi scenari a seconda del luogo nel quale si troverà la Regina al momento del decesso. Se fosse in Scozia, il suo corpo sarebbe portato a Londra in treno ed è previsto che decine di migliaia di persone si raccolgano lungo i binari per renderle omaggio e lanciare fiori sul vagone che ne porta la salma. Se il trapasso avvenisse all’estero, un aereo BAe 146 del 32° squadrone della Raf, noto come il Royal Flight, partirebbe immediatamente. Tutto è già previsto anche per Carlo, che diventerà subito re: i suoi figli dovranno baciargli la mano in segno di omaggio e obbedienza e poche ore dopo l’investitura Carlo III pronuncerà il suo primo discorso da sovrano alla nazione.

In codice, i giorni del triste evento saranno chiamati D quello della morte, D1, D2, D3 quelli successivi. Il funerale si terrà nel D9 all’Abbazia di Westminster, con 2000 invitati scelti fra re, regine, principi, principesse, capi di stato e di governo provenienti da ogni parte del mondo. La Gran Bretagna piangerà la sua Regina più amata, quella che ha avuto in sorte nel suo lungo regno il progressivo declino del suo Paese, ma che è anche la memoria vivente della sua passata grandezza.
I piani dell’Operazione London Bridge subiranno di sicuro altri cambiamenti. Elisabetta gode di ottima salute e continua a sbrigare con l’abituale dedizione i suoi impegni quotidiani: anche lei potrebbe dire che ogni notizia riguardante la sua scomparsa è del tutto prematura.