mercoledì 15 marzo 2017

Quarant’anni fa andava in onda la prima puntata di Supergulp!

lastampa.it
roberto pavanello

Il 15 marzo ’77 andava in onda la prima puntata del mitico programma. A un mese dall’avvento del colore, contribuì a cambiare la Rai


Nick Carter, l’investigatore creato da Bonvi e De Maria faceva anche da conduttore del programma con i suoi fidati aiutanti Patsy e il cinesino Ten. Nacquero con Gulp!

Non c’è bambino o ragazzo degli Anni Settanta che a sentire l’espressione «...e l’ultimo chiuda la porta» non torni con la mente alle avventure di Nick Carter e dei suoi aiutanti Patsy e Ten. Quei buffi personaggi animati che erano anche i «conduttori» di SuperGulp!, sottotitolo Fumetti in tv, programma che non è azzardato definire mitico.

La prima puntata andava in onda oggi, quarant’anni fa. Erano le 20,40 di martedì 15 marzo 1977 e la squadra di autori composta da Giancarlo Governi, Guido De Maria e Bonvi recuperava l’esperienza di Gulp!, dodici puntate andate in onda tra il ’72 e il ’73. Questa volta il programma era a colori e le puntate più lunghe (15 minuti), ma la collocazione era sempre la stessa, il secondo canale della Rai.
«Se ancora oggi parliamo di quel programma il merito è del coraggio, dell’intelligenza e della tenacia mia, di De Maria e di Bonvi e del direttore della Seconda Rete Massimo Fichera - ricorda Governi -. Gli feci vedere la puntata zero, si divertì così tanto che mi disse: “Fate cinquanta puntate”». I tre non si fecero pregare e scrissero una delle più memorabili pagine della tivù italiana: «Nel ’75 la Rai era stata riformata e noi potemmo godere di grande libertà - sottolinea Governi -, io ero il responsabile dei programmi speciali, che mi fu spiegato erano tutti quelli “non normali”. Tradotto: avevo la licenza di fare quello che volevo. E lo feci». 


(Tintin il ragazzino nato dalla matita del fumettista belga Hervé conobbe un grande successo nella sua versione a cartoni animati)

E così in prima serata arrivarono i cartoni animati a colorare i primi tv color (le trasmissioni a colori erano partite solo il primo febbraio). C’erano le avventure di Nick Carter, creato da Bonvi e De Maria, che se la doveva vedere con il «temibile» Stanislao Moulinsky e i suoi travestimenti. E poi, Tintin, Giumbolo e la sua canzoncina tormentone, gli eroi della Marvel come L’uomo ragno e I Fantastici Quattro. Ma soprattutto c’erano quelli che oggi sono i veri e propri prodotti di culto: quei fumetti animati a passo uno con la voce fuori campo di meravigliosi doppiatori che leggevano le nuvolette. Come dimenticare Corto Maltese e Alan Ford e il Gruppo Tnt?

E ancora Sturmtruppen, Lupo Alberto, Il Signor Rossi, Tex, Cocco Bill, ma anche Asterix e Charlie Brown: «Tutto il meglio dei fumetti, i personaggi che amavamo, accanto ai quali recuperammo gli eroi degli Anni Trenta come Mandrake e Flash Gordon. Grazie a loro agganciammo il pubblico più adulto, che quei fumetti li aveva letti quando era bimbo». Grandi e piccini sedevano insieme sul divano di casa e cantavano la sigla «fumetti in tivù ù ù ù»: «Ma Supergulp! non era un programma per bambini - tiene a precisare Governi - e infatti non andava in onda nella collocazione pomeridiana della tivù dei ragazzi».


(Alan Ford, il fumetto di Bunker, era uno dei momenti più seguiti e divertenti )

Quello fu l’inizio di una televisione nuova, si pensi a cos’era successo con Gulp!: «Mike Bongiorno si offese perché il secondo canale c’eravamo noi in contemporanea al suo Rischiatutto: “I fumetti a farmi concorrenza? Sia mai!”». Giancarlo Governi ancora adesso si diverte nel raccontare quegli anni formidabili, funestati (almeno secondo gli autori di Supergulp!) dall’avvento dei cartoni animati giapponesi, gli allora contestatissimi robot, con Goldrake in testa. E così nel 1981 andò in onda l’ultima puntata. Un’epoca era finita per sempre: «In economia si dice che la moneta buona scaccia quella cattiva. Noi ci ritenevamo moneta buona e così decidemmo che era giunto il momento di chiudere». Nessun pentimento: «Se Supergulp! è ricordato ancora oggi con tanto affetto è perché ci fermammo nel momento giusto. Se fossimo andati avanti ancora, chi lo sa come sarebbe andata? Io credo che sarebbe stato un errore». 


(Gli eroi della Marvel erano tra i più amati dai bambini: i Fantastici Quattro, l’Uomo Ragno, Capitan America, Thor erano tutti presenti in «Supergulp!»)

«Dice il saggio», per citare il piccolo Ten, tutto è bene quel che finisce bene. No? Forse. La voglia di ricominciare c’è stata: «Purtroppo nessuno ci ha mai dato retta - confessa con amarezza Governi -. E dire che grazie alla computer grafica sarebbe costato davvero quattro soldi. Noi animavamo i fumetti con il passo uno, mentre oggi basterebbe un comune computer. Pazienza, ormai è andata così». 
E allora buon compleanno, Supergulp!, sei davvero uno splendido quarantenne. A fumetti.