giovedì 23 marzo 2017

Mastella: “Prendo 6 mila e 500 euro al mese. Ho pagato tanto, che c’è di male?”

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L’ex ministro: “I dem smettano di inseguire i 5 Stelle Emiliano? Lui ha la pensione da magistrato”


Ex ministro Mastella è leader di Popolari per il Sud, sindaco di Benevento

«Lo prendo sì, perché non dovrei?». È orgoglioso del suo vitalizio, il risultato di otto legislature a Montecitorio e una a palazzo Madama. E dalla sua casa di Ceppaloni, Clemente Mastella, democristiano di lungo corso, oggi sindaco di Benevento, risponde colpo su colpo ai grillini.

Mastella, la delibera approvata dal Pd, ritenuta insufficiente dai pentastellati, chiederà un contributo di solidarietà a chi già percepisce un vitalizio. Quindi anche a lei. Che ne pensa?
«I democratici sbagliano perché non devono inseguire il M5s sulla stessa scia. Devono mirare a fare cose diverse. Ad esempio si occupino dei giovani e del mondo della scuola». 

Dice così perché non vuole che si tocchi il suo vitalizio?
«Ma no, questa sui vitalizi è una idiozia politica, che poi vedrete risulterà anche incostituzionale. Noi abbiamo messo tanto e adesso guadagniamo tanto. Cosa c’è di male?». 

Intanto in Parlamento il clima si surriscalda. Il M5s ha sfondato la porta dell’ufficio di presidenza di Montecitorio ed è corso in piazza contro la casta.
«L’idea che il vitalizio non debba esistere è una sciocchezza sparata da Michele Emiliano, salvo che poi lui prende la pensione da magistrato».

Lei ogni mese quanto riceve?
«Seimila e cinquecento euro. Però mi faccia dire una cosa».

Cosa?
«Tenga conto che chi, come noi della prima Repubblica, ha un minimo di intelligenza, avrebbe avuto i requisiti per rivestire ruoli dirigenziali in aziende dello Stato. Dunque, avrebbe guadagnato cifre uguali o superiori a quelle percepite».

Quest’onda anticasta consegnerà il paese al M5s?
«Bisogna fare come faccio io, sputtanarli ogniqualvolta dicono idiozie. Di certo c’è che se resistono i numeri dei sondaggi diffusi in questi giorni urge un Cln di salute pubblica per salvare il Paese». 

Come vede Di Maio premier?
«Rubo la battuta a Rino Formica: ha la dimensione del consiglio comunale. Ma, aggiungo io, non di quello di Benevento». 


Vitalizi, approvata la proposta del Pd. Bocciata quella del M5S: scoppia la protesta
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L’Ufficio di presidenza della Camera ha approvato la proposta del Pd sul contributo di solidarietà per tre anni a partire dall’1 maggio a carico degli ex deputati titolari di vitalizio. Il contributo sarà del 10% per i vitalizi da 70mila a 80mila euro, del 20% da 80mila a 90mila euro, del 30% da 90mila a 100 mila euro e del 40% per quelli superiori ai 100mila euro annui. La proposta, è stato spiegato da fonti parlamentari, porterebbe a regime ad un risparmio di 2,5 milioni all’anno per le casse della Camera. 

La proposta del Pd sul contributo di solidarietà è stata approvata praticamente all’unanimità dei componenti dell’ufficio di presidenza: all’appello mancavano solo i 5 Stelle, che hanno lasciato la riunione dopo che la loro proposta era stata invece bocciata. La proposta dei pentastellati, invece, oltre ai voti del proponenti ha incassato anche i voti di Lega e Fratelli d’Italia.

LA PROTESTA DEL M5S
Il vice presidente della Camera Luigi Di Maio ha lasciato l’ufficio di Presidenza della Camera per protesta mentre i parlamentari pentastellati presidiavano l’ingresso. «A me sembra un clima da fine della Seconda Repubblica, siamo alla fine dell’impero dei partiti». Di Maio sottolinea inoltre che un emendamento alla delibera alternativa a firma di Marina Sereni «che ricalcava la proposta Richetti è stata dichiarata inammissibile».

«Siamo alla follia, sono scioccato. Con la delibera della Sereni si prelevano a Cirino Pomicino 3mila euro e una tantum, dopo che ha preso centinaia di migliaia di euro come vitalizio di ex parlamentare. È un modo per buttare fumo negli occhi ai cittadini quando invece la nostra delibera è stata bocciata», spiega Di Maio. «E quando gli abbiamo chiesto il perché qualcuno ha detto che non riusciva a trovare lavoro dopo il suo mandato, qualcun altro ha detto che era un professionista e aveva il suo problema e non poteva permettersi di rinunciare a questo privilegio», aggiunge Di Maio che rivolgendosi al Pd attacca: «Stiamo parlando di un partito che ci viene dietro, prova ad imitarci ma con fuffa». 


ANSA

Alla fine dell’ufficio di presidenza a Montecitorio in cui si è votata la delibera sui vitalizi dei parlamentari, i deputati di M5S hanno urlato loro “vergogna, vergogna!” provando a fare irruzione nella sala

LA REPLICA DEL PD
«L’Ufficio di presidenza della Camera, approvando la nostra proposta sui vitalizi ha assunto una misura di equità e di rigore che incide sui trattamenti più alti dei deputati che percepiscono il vitalizio secondo il vecchio sistema». Lo dice la vice presidente della Camera, Marina Sereni, dopo l’ok dell’Ufficio di presidenza alla delibera.

«Anziché la propaganda a noi stanno a cuore i dati concreti. La proposta del M5S non comportava alcun risparmio e non teneva conto dell’abolizione dei vitalizi parlamentari avvenuta nel 2012 - continua - Una riforma radicale che ha segnato per tutti i parlamentari in carica il passaggio dal regime retributivo a quello contributivo e che ha portato a 65 anni l’età minima per percepire l’assegno. Quella riforma non incideva, né poteva, sul passato e questa è l’anomalia sulla quale, tenendo conto della giurisprudenza più recente in materia, oggi interveniamo».

«Per questo il contributo straordinario di solidarietà per tre anni che abbiamo oggi deliberato - conclude - è un elemento di equità e di perequazione tra vecchio e nuovo sistema che produce nel bilancio della Camera un risparmio effettivo di circa 2,4 milioni l’anno».