domenica 12 marzo 2017

L’ospedale delle locomotive storiche ha in cura anche l’Orient Express

lastampa.it
valentina frezzato

Nell’Alessandrino l’unica officina che ripara impianti a vapore


Icona In primo piano, la caldaia della locomotiva dell’Orient Express, la 230 G 353 del 1922, in riparazione da Lucato Termica. Sullo sfondo, un altro pezzo storico: la Fs 880.001 del 1916 costruita dalla Breda di Milano e appena restaurata

«Le grosse locomotive fischiavano superbe, scagliando nubi di vapore nell’aria fredda e umida», parole di Agatha Christie nelle prime righe de Il Natale di Poirot. Ma quando si pensa alla scrittrice di gialli più famosa al mondo e ai treni, viene subito in mente Assassinio sull’Orient Express, capolavoro del ’34, reso immortale dal film di Sidney Lumet di 40 anni dopo. Il simbolo è la locomotiva di quel treno, su cui avviene tutto. 

Quel simbolo, oggi, si trova a Castelletto Monferrato, provincia di Alessandria, nell’officina di Lucato Termica, l’unica in Italia - e una delle pochissime in Europa - che può vantare professionisti in grado di riparare le caldaie delle locomotive di più di un secolo fa. Quella dell’Orient Express è la 230 G 353, costruita nel 1922 dagli stabilimenti Batignolles. Un incarico che impegnerà i Lucato (Giordano e Tiziano, i due fratelli titolari dell’impresa) almeno fino alla fine del 2018, una sfida di prestigio, però: «Viene riparata - racconta il maggiore dei Lucato, Giordano - perché vogliono riutilizzarla per le corse. Per noi è un onore averla qui e occuparcene. Hanno promesso che sulla chieuvre du Berry all’inaugurazione sventolerà anche la bandiera italiana».

Nel frattempo, i Lucato hanno appena concluso il restauro di un altro pezzo storico, la Fs 880.001, una locomotiva a vapore del 1916 costruita dalla Breda di Milano e di proprietà della Società Veneta Ferrovie, che presto la utilizzerà in Valsugana, con base al deposito di Primolano (che era l’ultima stazione del Regno d’Italia sul confine austro-ungarico). «Era ferma da 35 anni, per fortuna non aveva riportato grossi danni - spiegano - ma i lavori sono comunque durati 24 mesi, hanno comportato la completa revisione della meccanica, la ricerchiatura delle ruote, la riparazione della caldaia e della carrozzeria, la riverniciatura completa». Domenica prossima ci sarà una giornata «a porte aperte» per vederla, stupirsi di come funzioni a dovere la portella del focolare (quella in cui si getta il carbone) e del piccolo spazio in cui devono sistemarsi macchinista e fuochista. 

In coda, oltre all’Orient Express, c’è un’altra macchina da aggiustare, sempre di inizio 900. «Succede perché siamo gli unici in Italia in grado di riparare gli impianti industriali a vapore e, grazie alla passione, siamo specializzati in locomotive»; di questo, Giordano Lucato ne parla in un ufficio, circondato da modellini di treni. «Beh, io da piccolo obbligavo mia madre a portarmi in stazione per vederli. Ce l’ho nel sangue». Merito poi del padre, Antonio, che ha aperto la ditta nel 1958, se questa passione è diventata un lavoro che permette alla famiglia di avere in «garage» le locomotive più importanti del mondo. Hanno anche rimesso sui binari la più antica d’Europa, la piccola 200-05 costruita da Couillet nel 1883 in Belgio, ora di proprietà delle Ferrovie Nord Milano, che la espongono come il migliore dei gioielli.