venerdì 31 marzo 2017

La secessione di Roma

lastampa.it
mattia feltri

Roberto Maroni e Beppe Sala sono volati a Londra per spiegare quanto è bella, moderna ed efficiente Milano. Sperano di ospitare l’Agenzia europea del farmaco che abbandonerà il Regno Unito, ormai extracomunitario. Nel caso andrà nel Pirellone in attesa della nuova sede, forse nelle vecchie acciaierie Falck dove sta per nascere un polo della ricerca e della salute fra i più grandi al mondo e con l’Agenzia, che porterebbe 140 mila visitatori l’anno, sarebbe il più importante d’Europa.

Siccome Brexit è un’opportunità enorme, ci sono stati incontri con Jp Morgan, Goldman Sachs, Merril Lynch. Più o meno nelle stesse ore, Virginia Raggi, reduce dagli sci, si è occupata del piano nomadi e del Punto verde qualità della Madonnetta, due delibere di iniziativa popolare, mentre il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, parlava delle eccellenze regionali a Vinitaly. 

Non è una questione di partiti: Maroni è della Lega, Zingaretti e Sala sono del Pd, Raggi del M5s. È che Milano ormai gioca un’altra partita, in un altro campo, in Europa. E infatti il suo Pil pro capite è di 45 mila euro, quello di Roma 31 mila. Da Roma stanno scappando, verso Milano, Sky e Almaviva e forse Eni. Non si faranno le tre torri di Libeskind in opposizione ai palazzinari, e a cui erano interessate alcune multinazionali (che parola terribile!).

Ci si affida alla saggezza del popolo, che magari ha idee interessanti ma non altissima visione. In un lombardo che vive nella capitale, come chi scrive, l’orgoglio per Milano non lenisce il dolore per Roma.