venerdì 17 marzo 2017

Ecco il tesoro digitale della Nasa

lastampa.it
antonio dini

L’agenzia spaziale americana mette in rete i suoi software. Tutte le gemme nascoste della collezione di alcune migliaia di app


Il software usato per le missioni Shuttle, quello per i lanciatori Orion, quello per il programma Curiosity. E non c’è solo: la Nasa mette a disposizione gratuitamente migliaia dei suoi software, che si possono scaricare sul suo sito oppure diventano disponibili negli app store di Apple e Google. Alcuni riguardano direttamente l’attività spaziale dell’agenzia americana, ma altri fanno parte del suo lavoro di ricerca: medicina, gestione e analisi di dati e immagini, sistemi di propulsione. E poi librerie per la programmazione, gli applicativi tecnici, i sistemi avanzati. È il catalogo del software 2017-2018 che la Nasa rende disponibile liberamente, senza diritti e senza cartellino del prezzo, anche se nelle varie licenze viene specificato che alcuni tipi di software possono essere usati solo negli Stati Uniti e altri non per fini di lucro. E non si tratta di poca cosa, perché il 30% dei progressi tecnologici della Nasa sono quelli fatti con il software.

Non a tutti capita però di dover lanciare un razzo in orbita. Tuttavia, molte altre app sono più interessanti anche nella vita quotidiana. Questa è la terza edizione dell’iniziativa della Nasa, disponibile anche come pubblicazione cartacea e su Dvd, iniziata nell’aprile del 2014. Si tratta della più grande antologia di software creata da un’agenzia federale statunitense mai messa a disposizione del pubblico con finalità prevalentemente didattiche: negli Usa migliaia di studenti, ma anche singoli e poi piccole e grandi aziende e persino altre agenzie governative americane, hanno trovato in questa compilation materiale interessante con il quale realizzare nuovi progetti.

«Il software - dice Dan Lockney, responsabile del programma di trasferimento tecnologico della Nasa - è stata una componente critica per il successo di tutte le missioni della Nasa e per le scoperte scientifiche che abbiamo fatto. Infatti, ben il 30% di tutte le innovazioni create dalla Nasa sono fatte nel software. Per questo siamo felici di trasferire questi strumenti digitali anche in altri settori e non vediamo l’ora di scoprire i modi nuovi e creativi con i quali verranno utilizzati». Sul sito della Nasa è disponibile il catalogo completo. Vediamo però alcuni software che tutti possono utilizzare.

Cominciamo da quelli che riguardano le mappe del mondo. C’è una app per iOS, HazPop , che permette di vedere in tempo reale tutti i tipi di incidenti naturali (incendi, tempeste, terremoti) in corso sul pianeta e combinarli con la densità della popolazione nelle varie zone della Terra per capire quante persone potrebbero essere coinvolte. Invece con il Global Reference Atmospheric Models per la Terra, Marte, Venere e Nettuno abbiamo accesso alle informazioni più recenti per quanto riguarda pressione e temperatura nelle varie parti dei pianeti: a parte le passeggiate sugli altri pianeti del sistema solare, il modello è interessante perché ci sono anche i dati per la Terra del 2016 (l’anno più caldo della storia secondo le misurazioni effettuate a partire dall’800).

Una cosa simile, però fatta via web e in maniera relativamente più semplice, è quella del NASA Forecast Model Web che permette di accedere alle informazioni. E Worldview offre invece la possibilità di curiosare e scaricare tutto il corpus di immagini satellitari costantemente aggiornate (ogni quattro ore) dell’intero pianeta raccolte dai satelliti della Nasa. Se la vostra passione è invece il volo orbitale, c’è SNAP , software che permette di calcolare le traiettorie di qualsiasi pianeta, del Sole e di satelliti artificiali nel nostro sistema solare.

Spacewalk è un gioco di simulazione basato sul motore per videogame Unity (con un’ottima risoluzione) che permette di realizzare una camminata virtuale fuori dalla Stazione spaziale internazionale estremamente realistica. Ci sono poi librerie di immagini, oggetti 3D e texture utilizzabili senza fini di lucro, l’ottima app per iPad Glenn Research Center: The Early Years che fa fare un giro virtuale nel centro di ricerca della Nasa durante il periodo d’oro della corsa allo spazio: 1941-1979, oppure l’app per Android Space Weather con un sacco di informazioni sulla magnetosfera e le emissioni di energia e plasma dal Sole.

Infine, per dare un assaggio della maggior parte dei software presenti nell’antologia della Nasa, ci sono quelli estremamente tecnici: il protocollo di trasmissione per inviare dati sulla Stazione spaziale internazionale, sistemi per analizzare foto della Luna o di altri corpi celesti e classificare automaticamente i crateri, software di compressione dei dati raccolti dai radiotelescopi senza perdite di informazioni, per la gestione di videocamere stereoscopiche, per la stabilizzazione del video, per la visualizzazione di complessi problemi di fluidodinamica, ad esempio nel caso doveste progettare un drone, e ancora il sistema che combina immagini in tempo reale con sistemi di navigazione per guidare missili terra-terra e infine il software per connettere in un’unica rete mesh una flottiglia di droni che si muove in formazione anche con altri tipi di apparecchi diversi.