domenica 26 marzo 2017

“Cosa fare con l’ora in più che ci regala l’ora legale ?”

lastampa.it
antonella boralevi



Stanotte, non credo alle due come dice la policy, ma insomma “stanotte”, ci sarà un capofamiglia (sarà una donna?) che con santa pazienza si dedicherà a mettere un’ora avanti tutti gli orologi della casa. E anche l’orologio che ha al polso, chiaro.

Solo il telefonino farà tutto da sè. 
Si risparmiano, in Italia, ci ha detto Terna, 104 milioni di euro, di che provvedere ai bisogni energetici di 200.000 famiglie. Un bel risparmio e poi è bello far tardi la sera con la luce che resta.

Che fare di questa ora in più?
Avrei una proposta. Strana. Buffa. Ridicola. Seducente,almeno per me. Amiamoci un po’ di più. In proprio, cioè regaliamoci il tempo beato del far niente (lasciando la casa in disordine e coloro, che del nostro tempo libero sono di solito i padroni, ad arrangiarsi da sè).

Reciprocamente. Un bacio (lungo, c’è tempo) dato al partner mattino quando si è ancora nel letto e la sveglia ha appena suonato, e se poi da cosa nasce cosa, c’è sempre la famosa ora in più. Da genitori, da figli, da nonni. Bussiamo alle porte chiuse, sediamoci sul bordo del letto. Parliamo di scemate, e le cose importanti ci saliranno alle labbra da sè, con calma, c’è tempo.

Altruisticamente. Ascoltiamo lo sfogo del vicino di scrivania, facciamo un po’ di compagnia a chi è solo,occupiamoci dei problemi altrui facendo volontariato.

Sarebbe bello. 
Il fatto è che l’ora in più non esiste. La nostra giornata non cambia orari e la nostra vita neanche. Però, l’ora di luce in più non ce la toglie nessuno.

Ed è bello amarsi (un po’) alla luce del sole.