venerdì 10 marzo 2017

Come faremo acquisti nel futuro

lastampa.it
andrea signorelli

Da realtà ormai affermate, come le carte contactless, fino agli strumenti più innovativi, come le transazioni via scansione oculare: un convegno dell’Osservatorio del Politecnico fa il punto sull’evoluzione dei pagamenti digitali



Nonostante l’Italia sia un paese caratterizzato dall’altissima percentuale di utilizzo del contante, anche da noi si stanno facendo largo le varie modalità di pagamento digitale: «Nel 2016 le transazioni effettuate con carta sono cresciute del 9% e hanno raggiunto i 190 miliardi di euro, pari al 24% dei consumi», spiega Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico in occasione della conferenza che si è tenuta a Milano sul Mobile Payment & Commerce.

Una crescita trainata soprattutto dai cosiddetti new digital payments: i pagamenti digitali eseguiti sfruttando le innovazioni più recenti; tra le quali spiccano le carte contactless che permettono di pagare solo avvicinandole al POS. Nel 2016, queste carte (40 milioni) e i POS in grado di leggerle (un milione) sono raddoppiati, con il risultato che il loro utilizzo è cresciuto del 700% raggiungendo i 7 miliardi di euro di transazioni.

Nel complesso, i pagamenti digitali innovativi sono saliti del 46% arrivando a quota 30,4 miliardi di euro. L’e-commerce via web rappresenta la quota maggiore (18 miliardi), ma è anche, prevedibilmente, quello che fa registrare la crescita minore (14%); mentre il mobile payment (che include sia gli acquisti fatti su smartphone, sia quelli fatti usando lo smartphone come strumento per leggere i codici QR, per sfruttare la geo-localizzazione e altro ancora) ha raggiunto i 3,9 miliardi crescendo del 63%. Una quota piccola, ma che sale molto velocemente, è infine quella relativa all’utilizzo dello smartphone direttamente come POS: ne esistono 85mila unità attraverso i quali vengono effettuati 800 milioni di transazioni.

«Questi nuovi strumenti sono il motore che sta avvicinando gli italiani al pagamento in digitale», conferma Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce. «Valgono ormai il 16% del totale dei pagamenti elettronici e prevediamo che raggiungeranno il 44% nel 2019, sostituendo non solo il pagamento digitale classico, ma soprattutto l’uso del contante». A sorpresa, in effetti, non sono solo i clienti a spingere in questa direzione, ma anche gli esercenti: secondo l’indagine dell’Osservatorio, l’innovazione dei pagamenti è una priorità e il 44% degli intervistati afferma di voler migliorare sotto questo punto di vista nel corso del 2017. A trainare l’andamento, i grandi esercenti italiani soprattutto nel campo della ristorazione.

Guardando più avanti, quali strumenti dobbiamo aspettarci nei prossimi anni? «L’innovazione sta seguendo alcune direzioni definite», spiega Ivano Asaro, ricercatore del Politecnico. «In futuro utilizzeremo la geo-localizzazione per pagare con lo smartphone senza nemmeno estrarlo dalla tasca; pagheremo con la scansione dell’iride o dell’impronta digitale o utilizzando la blockchain (il registro virtuale distribuito alla base dei Bitcoin, nda)». Non è tutto, perché grazie alla Internet of Things le automobili pagheranno da sole il parcheggio o il casello autostradale e gli smart-frigoriferi acquisteranno direttamente gli alimenti che abbiamo esaurito. Un futuro che, in un paese in cui l’80% delle transazioni avviene ancora attraverso il contante, sembra quasi fantascienza.