mercoledì 8 marzo 2017

Abbonamenti a Internet e la «tredicesima» degli operatori: un'occasione per cambiare

corriere.it
di Emanuele Villa

Gli abbonamenti a Internet per la casa sono spesso basati su canoni di quattro settimane anziché di un mese. L'ultimo ingresso è di TIM, a breve arriverà Fastweb. Sale la spesa, ma potrebbe essere un'opportunità

Il canone a 28 giorni

Nel mondo degli abbonamenti domestici a Internet, il concetto di «canone mensile» è in grave pericolo. Diversi operatori stanno gradualmente rimodulando le proprie offerte sostituendolo con il «canone a 28 giorni», stanno cioè applicando alle offerte di connettività domestica lo stesso modello già sperimentato qualche anno fa nel mercato mobile. Di cosa si tratti è presto detto: a differenza di quando accadeva un tempo, il canone di molti abbonamenti a Internet  non è più mensile ma va corrisposto ogni quattro settimane, precisamente ogni 28 giorni (o multipli). Qualcuno potrebbe dire che tra quattro settimane e un mese c'è una manciata di giorni nella peggiore delle ipotesi, ma se si calcola il costo annuale dell'abbonamento le differenze diventano importanti: chi ha quello da 28 giorni paga 13 rinnovi all'anno, chi ha quello mensile ne paga solo 12.


Gli operatori e la «tredicesima»

Anche in ambito domestico, il canone a 28 giorni non è una novità dell'ultimo momento. Vodafone e Infostrada fecero parlare molto di sé in passato, oggi il tema è di attualità poiché Tim ha annunciato una modifica alle condizioni di contratto secondo cui, a partire dal 1 aprile 2017, «il corrispettivo degli abbonamenti delle offerte e dei servizi sarà calcolato su 28 giorni e non più su base mensile». La modifica al contratto vale per tutti gli abbonati Tim, non solo per chi sottoscriverà un abbonamento dal 1 aprile in poi.



A partire da aprile, dunque, chi ha sempre pagato un canone mensile pagherà lo stesso prezzo ma con un rinnovo in più all'anno; la stessa Tim ha dichiarato correttamente che «si determinerà un incremento del costo delle offerte pari all’8,6% su base annua», consentendo contestualmente ai clienti di non accettare la variazione esercitando il diritto di recesso entro il 31 marzo 2017.
Uno dei limiti di questo fenomeno è la difficile coesistenza tra operatori che lavorano col canone mensile e quelli che operano su 28 giorni. Potendo contare su una «mensilità» in più all'anno, chi opera con canone a 28 giorni può confezionare offerte apparentemente più aggressive, e questo spiega - almeno in minima parte - la tendenza di tutti gli operatori a passare al nuovo modello. Mentre Infostrada, Tim e Vodafone operano già nello schema quadrisettimanale, Fastweb è in procinto di comunicarlo ufficialmente e attiverà la procedura a partire da maggio, allineandosi di fatto agli altri «big» del settore.

Le super offerte del primo anno

Una modifica alle condizioni contrattuali che impone il passaggio da un profilo a canone mensile a uno quadrisettimanale è svantaggiosa per il cliente finale, poiché quest'ultimo si trova a pagare un canone in più all'anno. È quel famoso incremento dell'8,6% di cui parla Tim nella sua comunicazione e cui fanno riferimento anche gli altri operatori nella relativa documentazione.

In realtà questo può nascondere un'opportunità. Le modifiche unilaterali di contratto possono non essere accettate e quindi rappresentano un'occasione per cambiare fornitore approfittando delle offerte che questi propongono ai nuovi clienti per un periodo limitato, che di solito è un anno.
A tal fine è molto interessante uno studio di SOStariffe.it, il portale web che compara i costi di svariati servizi come tariffe internet, assicurazioni e telefonia: posto che in Italia esistono ancora tantissimi abbonamenti a Internet per la casa con canone mensile (il 54% del totale), lo studio ha confrontato tutti i costi associati alle tariffe disponibili al momento in Italia giungendo alla conclusione che il primo anno convengono in ogni caso quelle a 28 giorni, ad eccezione delle tariffe di Internet satellitare o Wimax. Come a dire che, nonostante la «mensilità» extra, le attuali offerte con canone a 28 giorni sono talmente aggressive da permettere durante il primo anno un risparmio rispetto a quelle mensili: il 23% per l'ADSL e addirittura il 41% di risparmio annuo sulla fibra ottica.

Dopo il primo anno, l'Adsl non conviene più

Lo studio di SOStariffe.it ci dice che il primo anno di contratto convengono gli abbonamenti con canone a 28 giorni rispetto a quelli mensili, ad eccezione della connettività internet satellitare e Wimax per la quale gli abbonamenti mensili sono fin da subito più convenienti. Ciò si spiega sulla base delle promozioni molto aggressive che i big del settore propongono per il primo anno di contratto, ma il bello è che - sempre secondo lo studio di SOStariffe -, chi opta per la fibra ottica ha un vantaggio anche dopo il primo anno: «Il costo annuo a partire dal secondo anno con una tariffa in fibra a rinnovo ogni 28 giorni è del 13% più basso rispetto alle offerte mensili», sostiene lo studio, che poi aggiunge: «Nei primi due anni di contratto, cone le tariffe in fibra ottica a 28 giorni, l’utente avrà risparmiato 358 euro in totale rispetto all’attivazione di offerte a 30 giorni».



Curiosamente, invece, la situazione è molto diversa per chi opta o è costretto all'ADSL: gli abbonamenti con canone a 28 giorni attualmente disponibili sono convenienti il primo anno ma poi crollano nel periodo successivo costando fino al 33% in più. Il che dimostra che la vera battaglia tra gli operatori si gioca sulla fibra ed è qui che gli utenti possono ancora ottenere validi vantaggi. Ammesso di essere raggiunti dal servizio, ma questo è tutto un altro discorso.