mercoledì 8 febbraio 2017

Ultimo appello per il tiglio antico mezzo millennio

La Stampa
teresio valsesia

A rischio crollo un simbolo della “perla del Rosa”


Il tiglio di Macugnaga è alto 12 metri e il tronco ha una circonferenza di 8. È cavo a causa della carie del legno e, quindi, non è possibile stabilirne conesattezza l’età

La «perla del Rosa», così chiamata perché Macugnaga si è sviluppata alla base della maestosa parete Est del Monte Rosa, lancia un Sos per salvare il tiglio che da oltre 500 anni la rappresenta come simbolo. Metà del vecchio e glorioso «patriarca» che sorge nel borgo antico di matrice walser rischia di crollare: sarebbe una sciagura, dicono da queste parti, poiché anche l’altra parte rimarrebbe indebolita e potrebbe fare la stessa fine, facendo arrivare al capolinea una pianta che per secoli ha radunato sotto le sue fronde l’intera comunità, diventando testimone di leggende e racconti tra generazioni. Il timore è reale: basta osservare la parte critica che si sta allontanando dal resto del tronco. Una forte nevicata sarebbe il colpo di grazia e così la gente di Macugnaga si è mobilitata per salvare il proprio simbolo, sinonimo di comunità.

L’amministrazione comunale ha trasmesso alla Regione Piemonte una richiesta urgente di intervento. Tocca a Torino provvedere al potenziando dei sostegni in ferro posizionati nel 2002, quando l’albero è stato oggetto di assidue cure che purtroppo si sono rarefatte. «Il vecchio tiglio non è un vegetale qualunque», ribadiscono gli anziani del paese. Proprio nel 2002 è stato inserito nell’elenco degli alberi monumentali del Piemonte e gli era stata riservata la copertina del volume che la Regione aveva dedicato a questo ricco patrimonio, in tutto una cinquantina di alberi da tutelare con rigore per il loro valore storico e ambientale.

Il tiglio di Macugnaga è alto 12 metri e il tronco ha una circonferenza di oltre 8 metri. È completamente cavo a causa della carie del legno e, quindi, non è stato possibile stabilire con esattezza la sua veneranda età attraverso l’esame al carbonio. Ma una perizia, sulla base di comparazioni con i pochi alberi simili esistenti in Europa, ha ipotizzato un’età di almeno 500 anni. Del resto appariva già maestoso nei disegni dei primi viaggiatori inglesi di due secoli fa. Ma all’inizio del Novecento è stato decapitato da una bufera e da allora le intemperie ne hanno consumato l’interno. Vent’anni fa sembrava destinato a morte certa, ma le cure di un team regionale, diretto da Francesco Grisoni, gli hanno ridato vitalità.

Il tiglio sorge accanto alla chiesa primitiva e al cimitero di Macugnaga, che ospita una sezione dedicata agli alpinisti che hanno perso la vita sul Rosa. All’ombra del tiglio si tenevano anche le assemblee dei capifamiglia e nel Cinquecento un’importante fiera, a cui partecipavano le genti di tutte le valli del Monte Rosa. Molti rogiti sono stati «vergati» ai suoi piedi, anche se alcuni notai del tempo l’hanno scambiato talvolta per un olmo. Errore che peraltro succede ancora oggi.
La storia ma anche i miti si sono tramandati attorno all’antico tiglio. Secondo una leggenda, questo imponente albero era abitato dai Götwiarchjini, «buoni lavoratori», folletti che dispensavano preziosi consigli di sopravvivenza alle genti del luogo.