mercoledì 15 febbraio 2017

Svezia femminista con Trump ma sottomessa al velo islamico in Iran

Ivan Francese - Mar, 14/02/2017 - 10:22

Il governo svedese che contestava il "maschilismo" del presidente Usa sfila a capo coperto davanti al Capo di Stato iraniano Hassan Rouhani



Questione di opportunità, si dirà. E la convenienza è stata rispettata, come impone la legge islamica vigente in Iran: che obbliga le donne a coprirsi la testa con il velo. Ma la vista delle donne del governo svedese che sfilano con il capo coperto davanti al presidente iraniano Hassan Rouhani ha fatto comunque discutere. Non solo e non tanto perché si tratterebbe di un gesto simbolico di sottomissione della donna - in Iran, si sa, funziona così da quasi quarant'anni - ma per via delle posizioni "femministe" assunte proprio dall'esecutivo del Paese scandinavo appena pochi giorni fa.

Solo settimana scorsa, infatti, la vicepremier Isabella Lovin si era fatta ritrarre nel suo Gabinetto attorniata da sette ministre donne mentre firma un provvedimento esecutivo. Si trattava di un modo per rispondere politicamente allo scatto del presidente Usa Donald Trump, immortalato mentre firma un ordine esecutivo sull'aborto circondato da soli uomini. Uno scatto che aveva fatto molto discutere sul sessismo, vero o presunto, del nuovo inquilino della Casa Bianca.

"Siamo un governo femminista e questa foto lo dimostra: tocca a ognuno interpretarla", aveva scritto la Lovin, che è anche titolare del ministero dell'Ambiente. Ora che però la sua collega del dicastero per il Commercio, Ann Linde, si è mostrata a capo coperto in occasione della sottoscrizione a Teheran di alcuni accordi commerciali, sulle donne dell'esecutivo svedese è piovuta una ridda di critiche. La scelta delle ministre di Stoccolma è stata duramente contestata dagli attivisti iraniani per i diritti delle donne, ma il governo svedese ha difeso la propria decisione spiegando che l'unica alternativa sarebbe stata quella di inviare una delegazioni di soli uomini.