mercoledì 15 febbraio 2017

San Valentino, quando Topolino ha tradito Minni

La Stampa
stefano priarone

Per San Valentino ricordiamo la storia “maledetta” del 1990, di due grandi Disney italiani, che fece infuriare la Disney americana (e procurò un famoso titolo a Cuore).



Topolino scopre il sesso. Suppergiù è questo che si leggeva nel 1990 nel testo del settimanale satirico Cuore (all’epoca ancora allegato all’Unità) sotto il titolo “Topolino tromba!”.

Cosa era successo? 
Topolino n. 1785 dell’11 febbraio ha una copertina, con Paperino e Paperina che celebra San Valentino e anche la storia principale, del numero, Topolino in «Ho sposato una strega» è insolitamente “romantica”.



Il Topo litiga con l’eterna fidanzata Minni e parte con il cane Pluto per un viaggio in camper. Conosce una bella ragazza bionda, Samantha, i due si innamorano e si vogliono sposare. Topolino persiste a farlo anche quando il padre di lei gli dice che è uno stregone e Samantha una strega. Sono “buoni”, niente magia nera, tuttavia non è facile essere sposati con una strega, anche perché Samantha non mantiene la promessa fatta a Topolino di rinunciare alla magia e in breve tempo il matrimonio va in crisi.

Ma niente paura: non è mai accaduto davvero, è una magia opera del padre di Samantha che ha mostrato ai due cosa sarebbe accaduto se si fossero davvero sposati. E così Topolino e Samantha, seppure a malincuore si devono lasciare, lo status quo è ripristinato.

La storia in se stessa non è poi così sconvolgente, è chiaramente ispirata, a partire dal titolo, al film del 1942 di Renè Clair «Ho sposato una strega», Samantha ha la stessa pettinatura della strega del film, Veronica Lake e si chiama come la protagonista della sitcom degli anni Sessanta «Vita da strega», basata sullo stesso tema (un uomo comune che sposa una strega).

Del resto, gli autori non sono certo due novellini alle prime armi, ma due affermati fumettisti Disney italiani, ancora adesso attivissimi: i disegni sono del veneziano Giorgio Cavazzano, nel 1990 poco più che quarantenne, ma già un acclamato maestro, ha iniziato a quattordici anni chinando le matite del grande Romano Scarpa e il suo stile “anarchico” ha rivoluzionato la grafica disneyana nei Settanta, i testi del milanese Massimo Marconi, all’epoca supervisore dei soggetti e delle sceneggiature di Topolino (quindi non ha avuto problemi ad approvarsi la storia).

Eppure diventa la “storia maledetta di Topolino” per antonomasia.



In una trasmissione radiofonica della zona di Genova alcuni lettori si lamentano, specie della sequenza nella quale Topolino e Samantha sono a letto assieme dopo le nozze, la notizia viene quindi ripresa dal Secolo XIX e poi da Cuore che fa il titolo già citato con tanto di intervista a Pippo il quale dichiara che il matrimonio dell’amico “è una perdita incolmabile per il movimento gay”.

E così la Disney americana si fa mandare la storia tradotta e ne blocca la pubblicazione. 
Non sarà mai ristampata: vengono distrutte le tavole originali e persino le pellicole di stampa di tutte le storie del numero, non solo di quella “maledetta” (quando hanno ristampato altre avventure dell’albo hanno dovuto scannerizzare le pagine).

Non pensiate peraltro che Topolino n. 1785 sia un albo dal costo elevato: lo è se incappate in un venditore che ne conosce il valore, per il resto è un Topolino come tanti, e all’epoca il settimanale vendeva centinaia di migliaia di copie a numero (avrebbe raggiunto il milione nell’estate del 1993 quando ai numeri erano allegati pezzi di un gadget – un walkie talkie – da mettere assieme), non è difficilissimo da recuperare.

Ciò detto, siamo lo stesso contentissimi di averlo trovato, a un recente mercatino dell’antiquariato (preso con un altro Topolino, tre euro in tutto).